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A causa delle forti piogge

Frana ostruisce un ponte
sul torrente Pesarina

Le forti piogge che hanno investito la montagna friulana hanno provocato un grosso sommovimento terroso: la montagna di fronte

alle frazioni di Osais e Pesaris è ferita da una grande scia di fango che ha ostruito un ponte sul torrente Pesarina.
Guarda le immagini della frana
PRATO CARNICO. Le forti piogge che hanno investito la montagna friulana hanno provocato un grosso sommovimento terroso, che nella notte fra martedì e ieri ha interessato la zona di Prato Carnico. La frana è stata notata solo ieri mattina, dopo che le nubi hanno lasciato intravedere le cime dei monti. La montagna di fronte alle frazioni di Osais e Pesaris risultata ferita da una grande scia di fango che da quota 1.600 metri scende sino a quota 800 metri sul livello del mare, a ridosso del torrente Pesarina.

Come detto ciò è dovuto alle precipitazioni della nottata precedente: in Carnia si sono registrati dai 13.9 mm di pioggia sullo Zoncolan, sino a 22.4 mm a Tolmezzo. La pioggia ha determinato uno smottamento che è iniziato a monte, in una zona caratterizzata da terreno argilloso e da poche rocce stabili, e ha creato una scia cuneiforme, che andava ristringendosi mentre scendeva lungo un avvallamento, che ha raggiunto il fondovalle attraversando il bosco e giungendo a lambire la strada che porta a Casera Razzo.

Fortunatamente la zona non è abitata, per cui non si rilevano danni né a case e nemmeno a persone.

La notizia ben presto è arrivata in Comune; il sindaco Gino Rinaldi ha quindi incaricato il servizio tecnico comunale di fare una prima ricognizione sulla zona, mentre oggi sul posto giungeranno i tecnici della protezione civile regionale per fare un bilancio dei danni subiti dal territorio e decidere quali le misure più urgenti da adottare per mettere in sicurezza il versante montano.

«Si tratta - ha chiarito il primo cittadino della Valle Pesarina - di una frana di fango, terriccio e poche rocce, per lo più di piccola e medie dimensioni. Un vero fiume di fango che ha devastato il bosco sino a giungere a valle a ridosso della strada per Casera Lavardeit».

La frana ha inizio con un vasto fronte poco a valle di malga San Giacomo, a quota m 1.600 e scende sino al torrente sottostante, dove in un tratto, ha interessato un ponte sulla ex statale 465 (ora strada regionale) che porta verso il Cadore, ostruendo due arcate dello stesso.

«Molto verosimilmente - ha aggiunto il sindaco Rinaldi – la colpa è da attribuire alla qualità del terreno, instabile e privo di grandi ammassi rocciosi,
che reso fradicio dalla grande quantità di neve, scioltasi recentemente con l’aumento delle temperature, e dalla battente pioggia che ha interessato per diverse ore la zona, ha determinato lo scivolamento di una parte del terreno sino al fondovalle».

Gino Grillo

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