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Alcune strutture sono inutilizzabili

Malghe: forti danni
provocati dalla neve

Danni per decine

di migliaia di euro nelle casere della Carnia. Coperte di neve sin da dicembre dello scorso anno, stanno ricomparendo le malghe e ci si accorge solo ora, a poche settimane dal periodo della monticazione, dei danni, a volte ingenti, che le strutture hanno subito.
ENEMONZO. Danni per decine di migliaia di euro lamentati nelle casere della Carnia. Coperte di neve sin da dicembre dello scorso anno, stanno ricomparendo le malghe della montagna friulana, e ci si accorge solo ora, a poche settimane dal periodo della monticazione, dei danni, a volte ingenti, che le strutture malghive hanno avuto.

Solo in questi giorni alcuni allevatori hanno potuto raggiungere le malghe, verificare i primi danni e segnalarli quindi ai municipi e agli altri proprietari. «Ci sono stati segnalati danni- ha esordito il sindaco di Enemonzo, Paolo Iussa- alle strutture maghive di Pieltinis e di Gerona».Malghe di proprietà del Comune di Enemonzo, che vanta ancora un notevole patrimonio di bovini, circa 500, e di aziende agricole della montagna friulana, ma situate in territorio del comune di Sauris. «Già durante l’inverno - ha proseguito Iussa- ho effettuato una ricognizione su quste zone con un elicottero assieme al collega di Sauris, Stefano Lucchini».

Una ricognizione che però non ha dato esito, in quanto le infrastrutture non erano visibili per la grande quantità di neve caduta in quota che aveva ricoperto anche gli edifici. Dopo le prime segnalazioni dovute a dei paesani che si sono recati in quota con sci d’escursionismo, ora partiranno verso le malghe i tecnici comunali per verificare e quantificare i danni.

«Dai reperti iconografici- ha proseguito il sindaco – danni ingenti paiono essere stati causati alle coperture degli edifici che ospitano uomini e animali, steccati vari e, nel caso di Pieltinis, alcune pareti che sono esplose sotto la pressione del peso della neve sul tetto, che hanno lasciato all’aperto le apparecchiature tecnologiche che sono utilizzate per la mungitura automatica delle mucche». Attrezzature che potrebbero aver subito rotture e risultare quindi inutilizzabili, oltre che a far lievitare enormemente i danni economici.

A questo esiste il problema, incombente, della seria possibilità di dover ritardare, se non addirittura non effettuare, come già lamentato da diversi malgari, la monticazione durante l’estate 2009. «Abbiamo investito l’assessore all’agricoltura della Comunità montana della Carnia, Luciano Mazzolini, del problema- ha incalzato Iussa- per organizzare un tavolo ove discutere il problema fra tutti gli interessati, in tutte le malghe della Carnia». (g.g.)

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