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Pioggia e il vento non hanno fermato gli enoturisti

Un boom di presenze
nelle 114 Cantine aperte

Pioggia, vento e appuntamenti sportivi del fine settimana non hanno rallentato la corsa degli enoturisti: la 17.a edizione di Cantine aperte ha conquistato amigliaia di appassionati: 11.000 i calici venduti nelle 114 aziende.

UDINE. La pioggia, il vento e gli importanti appuntamenti sportivi che hanno caratterizzato il fine settimana non hanno rallentato la corsa degli enoturisti: la 17esima edizione di Cantine aperte ha conquistato anche quest’anno migliaia di fedeli appassionati. 11.000 i calici venduti (il ricavato finanzierà il progetto dell’Unicef “Ciad: acqua per i bambini”) nelle 114 aziende che, distribuite su tutte le zone Doc e Docg del territorio regionale, hanno accolto gli enofili che da anni attendono questo appuntamento primaverile per curiosare nelle aziende e approfondire il mondo di profumi e di colori che si trova “appena” dietro la bottiglia di vino.

Mille le persone che hanno partecipato alla “Cena con il vignaiolo” nelle 23 aziende che sabato sera hanno accolto i buongustai con interessanti abbinamenti fra i propri vini e varie prelibatezze gastronomiche. Migliaia le auto che hanno sapientemente invaso le strade, le stradine di ghiaia, i prati, i vigneti e i parcheggi adiacenti alle Cantine aperte: si capiva che c’era un’azienda aperta centinaia di metri prima di raggiungerla.

Impossibile perdersi nei “sali e scendi” collinari: 250.000 le mappe stampate con l’elenco dettagliato delle aziende aperte e 30.000 quelle scaricate dal sito internet del Movimento Turismo del Vino, promotore da 17 anni di questo evento che lega in modo indissolubile il prodotto vino al territorio dove viene creato. Nella mattina di ieri, la pioggia ha penalizzato i percorsi fra i vigneti che sono diventati impraticabili, ma nel pomeriggio, un sole in stato di grazia ha decisamente trasformato le sorti della giornata. Dal monte Bernadia a Nimis (patria della Docg Ramandolo), alla Val Rosandra sul Carso triestino, e dal “confine” con il Veneto di Caneva fino al “confine che non c’è più” di Oslavia, gli enoturisti hanno trovato ampia scelta sia per quanto riguarda le aziende, sia per quanto riguarda le attività proposte.

Sul territorio della zona Doc Colli orientali del Friuli le proposte spaziavano dagli “Artisti in cantina” in esposizione presso l’azienda Guerra Albano di Torreano, alla mostra “L’arte della ceramica in cantina” presso l’azienda Comelli Paolino di Faedis; dalla presentazione del libro “Il matto dagli occhi di pane” nell’azienda Ronco delle Betulle a Manzano, agli spettacoli di danza moderna nell’azienda Stanig di Prepotto. E altro ancora.

«Nel corso di questi anni è aumentata la presenza di un pubblico femminile curioso e consapevole» ha affermato Lauro Devincenti dell’azienda Valchiarò di Torreano, mentre Marco Zorzettig dell’azienda Alturis di Cividale ha confermato che «è diminuita la partecipazione di persone che vogliono solamente bere, mentre è aumentata quella di appassionati che aderiscono a questa iniziativa per scoprire e conoscere il mondo del vino».

Molte aziende hanno notato una leggera inflessione di presenze rispetto agli anni scorsi, ma questo non deve essere interpretato per forza in modo negativo «In questo modo riusciamo a gestire i gruppi nelle visite in modo più preciso – spiega Giulio Ceschin dell’azienda La viarte di Prepotto – e le persone hanno meno timore e fanno domande più liberamente. Inoltre, l’appuntamento di sabato è stato molto apprezzato proprio per l’intimità che c’era: poche decine di persone, ma decisamente interessate».

Anche Alberto d’Attimis Maniago Marchiò, titolare dell’azienda Conti d’Attimis Maniago di Buttrio, sostiene che “Cantine aperte” è una «chiacchierata di 45 minuti in cui il turista viene accompagnato lungo il percorso che l’uva compie quando arriva in
cantina, e che poi si conclude con una degustazione. Chi è veramente interessato richiama nei giorni successivi e chiede un appuntamento più “personale”». “Vedi cosa bevi” è dunque uno slogan ormai assodato da un pubblico sempre più attento ed esigente.

Corinna Sabbadini

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