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Si tratta di Fulvio Malfatti

È un fotografo udinese
l’uomo annegato nel Cormôr

È stato risolto

nell’arco di 24 ore il giallo dell’uomo che era stato trovato senza vita nelle acque del Cormôr, nelle campagne di Terenzano. Si tratta dell’udinese Fulvio Malfatti, che aveva 62 anni ed era conosciuto in città per aver svolto con successo l’attività di fotografo.
UDINE. È stato risolto nell’arco di ventiquattro ore il giallo dell’uomo che lunedì era stato trovato senza vita nelle acque del Cormôr, in mezzo alle campagne di Terenzano, frazione di Pozzuolo. Si tratta dell’udinese Fulvio Malfatti, che aveva 62 anni ed era conosciuto in città per aver svolto con successo l’attività di fotografo. Ieri pomeriggio c’è stato il riconoscimento da parte del figlio. Malfatti aveva lavorato nel settore industriale e pubblicitario, per le più grandi aziende friulane del legno e del mobile. E si era impegnato anche nella moda, anche per lo stilista Pierre Cardin.

Non è stato facile per i carabinieri identificare il corpo avvistato verso le 11.30 di lunedì da un pescatore, nei pressi di via del Molino. Solo ieri mattina, infatti, gli investigatori – hanno lavorato a questo caso gli uomini del Nucleo investigativo – hanno cominciato a ricevere segnalazioni provenienti da persone che abitano a Sant’Osvaldo. Erano testimonianze concordi di cittadini che, dopo aver letto gli articoli dei quotidiani che parlavano del ritrovamento dell’uomo e che ne descrivevano la corporatura e gli abiti, hanno creduto di riconoscerlo in un loro conoscente, appunto Malfatti.

L’ultima volta sarebbe stato visto verso le 21 di venerdì nella zona dell’auditorium Menossi di via San Pietro, a due passi dalla casa in cui il 62enne abitava da meno di un anno. Di recente, infatti, l’Ater (azienda territoriale per l’edilizia residenziale) gli aveva assegnato un appartamento al piano terra delle nuove palazzine popolari che si trovano all’angolo tra via Castions di Strada e via Campoformido. Lì Malfatti, che era separato, abitava in compagnia di un gatto di nome Dalì, come riferiscono i suoi vicini. Il figlio Gian Maria, dopo aver ricevuto la tragica notizia, trova la forza di ricordare il papà e racconta: «Era figlio d’arte, perchè nonno Aldo faceva il fotografo a Gorizia. Qui a Udine ha lavorato con soddisfazione per diverse società. Era un uomo buono e molto generoso».

E quanti conoscevano Malfatti parlano di lui così «Era un gentiluomo, una persona sensibile e generosa, si rivolgeva a tutti sempre con modi garbati – dice la titolare di un bar di sant’Osvaldo che lo conosce da oltre vent’anni –, mi dispiace tanto che sia morto. Lo ricordo a metà degli anni Ottanta, quando faceva il fotografo. All’epoca veniva spesso con la moglie e il figlioletto a fare colazione nel bar che gestivo nella zona di piazzale Osoppo». Anche nel condominio in cui viveva era benvoluto. «È una palazzina piuttosto nuova e non ci conosciamo molto bene – riferisce una signora che abita nella sua scala –, ma posso dire che era un uomo gentile, con il quale mi fermavo spesso a scambiare due chiacchiere. Lo vedevo sempre andare in giro in bicicletta e i miei figli giocavano spesso con il suo gatto».

Resta da capire come e dove il 62enne possa essere caduto in acqua. Secondo i carabinieri (che comunque stanno attendendo dal Consorzio Ledra Tagliamento le piantine dettagliate di Rogge, torrenti e canali dell’intera zona a sud di Udine) ciò potrebbe essere successo in via Basiliano, dove c’è un ponte sulla Roggia. In quel punto la corrente è forte e il corso d’acqua è piuttosto profondo. Tali circostanze potrebbero aver impedito a Malfatti di mettersi in salvo.
Comunque, a far chiarezza sulle cause di questa morte sarà l’autopsia. Oggi il sostituto procuratore Maria Caterina Pace affiderà l’incarico di svolgere tale esame a un medico legale.

Quest’ultimo, grazie ad accertamenti tecnici, potrebbe riuscire a stabilire se, per esempio, Malfatti è stato vittima di un malore oppure di un incidente. L’ipotesi dell’intervento violento di terze persone, invece, era
stata quasi esclusa dagli investigatori già lunedì in quanto il primo esame esterno del corpo aveva evidenziato che i traumi al capo erano compatibili con il trascinamento in acqua dovuto alla corrente e non sembravano risalire a prima del decesso, che dovrebbe essere avvenuto due-tre giorni fa.

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