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La Lega chiede un vertice
Tondo: il posto spetta al Pdl

UDINE. La sostituzione dell’assessore regionale ai lavori pubblici, Ambiente e Protezione civile, Vanni Lenna, che subentrerà in Senato a Giovanni Collino, che volerà a Strasburgo, scuote la maggioranza regionale. Nervosismi. Dichiarazioni. Scommesse. Toto-assessore. E anche l’opportunità che la sostituzione apra la porta a una redistribuzione delle deleghe. Gli unici tranquilli sono proprio Collino e Lenna, il cui figlio Marco, tra l’altro, è stato eletto sindaco di Forni di Sotto. Colpo grosso, in casa Lenna, insomma.

In pole position ci sono gli azzurri Alessandro Colautti, Luigi Cacitti e Massimo Blasoni. Ma un pensierino pare lo facciano anche Paride Cargnelutti e Daniele Galasso. Partita, questa, tutta interna agli azzurri e dalla non semplice lettura.

La Lega alza la posta e chiede a Tondo un vertice. Nessun ultimatum – spiega il coordinatore regionale del Carroccio, Pietro Fontanini – ma soltanto l’opportunità di fare un ragionamento a 360 gradi. A partire dal programma. Sulla setssa lunghezza d’onda il segretario regionale dell’Udc, Angelo Compagnon: «L’indicazione di un nuovo assessore deve emergere da un tavolo con i segretari dei partiti di maggioranza».

Immediata la replica del presidente secondo cui non ci sarà alcun rimpasto, ma soltanto una semplice sostituzione. Poi, Tondo sottolinea che «al posto di Vanni Lenna sarà chiamato un esponente del Pdl». Insomma, il governatore ha le idee chiare sul futuro della giunta nel caso in cui Vanni Lenna subentri in parlamento al senatore Giovanni Collino lasciando libero il suo posto di assessore all’Ambiente e ai lavori pubblici. «parlare per ora della sostituzione – gli fa eco il coordinatore regionale del Pdl, Isidoro Gottardo – è del tuttio prematuro».

«Sono certo – afferma Tondo – che Collino andrà a Strasburgo e non posso che essere soddisfatto per l’esito di queste elezioni anche perché ho contributo personalmente alla campagna elettorale. Dopo tanti anni il Fvg avrà due deputati, uno di opposizione e uno di maggioranza che è ancora più importante. Se Lenna sceglierà di lasciare la giunta sarà sostituito da un esponente del Pdl. Non conosco i tempi tecnici legati a queste operazioni ma non ci sarà alcun problema. Io ho già in mente chi potrebbe sostituirlo ma ovviamente non lo posso dire adesso. Staremo a vedere».

La Lega Nord, come detto, non pone aut-aut sulla Giunta regionale. Tuttavia, chiede al presidente Renzo Tondo di convocare un incontro fra i partiti di maggioranza e non esclude una modifica delle deleghe. «Nessuno aut-aut - precisa infatti il segretario regionale della Lega Nord in Friuli Venezia Giulia, Pietro Fontanini – ma mi sembra opportuno organizzare un incontro con il Presidente della Regione, Renzo Tondo, dove confrontarsi».

«Alla luce dei risultati delle urne - aggiunto il coordinatore del Carroccio - credo che i segretari dei partiti della maggioranza debbano trovarsi per parlare. Non è una questione di poltrone, ma a fronte della possibilità di un assessorato libero, si può parlare in termini di modifica delle deleghe. Spetta al presidente Tondo convocare un incontro per discutere. Servirebbe a evitare possibili tensioni».

Per La Lega Nord, pare di capire, il problema non è di persone, ma di contenuti politici. «Noi – dice ancora Fontanini – rivendichiamo una linea politica con più determinazione, a partire dal fronte ambientale e in particolare nel settore dei rifiuti. Lenna sta costruendo il Piano regionale dei rifiuti; vogliamo sapere chi e come continuerà questa “opera”. Ma altre priorità riguardano la riforma degli enti locali, la chiusura di alcuni enti come le Comunità montane e il ridimensionamento di altri. Bisogna agire subito, perché è tutto scritto nel programma ed è già passato un anno dalle elezioni». (d.pe.)

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