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Dal 4 al 19 luglio

Arte e musica
nelle Valli del Natisone

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GRIMACCO
. Una proposta alternativa quanto basta per essere definita di nicchia, eppure capace di richiamare, in un borgo sperduto e semideserto, cinque-seimila presenze nell’arco di due settimane: StazioneT opolò -Postaja Topolove, pronta a partire con la sedicesima edizione (da sabato 4 al 19 luglio), si qualifica con orgoglio come un non-festival e riconferma la propria essenza di spazio dell’improvvisazione, di laboratorio in divenire svincolato dai consueti canoni degli eventi scenici, a cominciare dall’acquisto del biglietto di ingresso.

A Topolò, nelle valli del Natisone, non si paga per assistere a spettacoli che non costringono il pubblico alla puntualità: si comincia verso le cinque del pomeriggio, prima o dopo il tramonto, intorno alla mezzanotte, e non in teatri, o in auditorium, ma in giro per un paese popolato di artisti che solo al momento del loro arrivo - «Quando riescono a prendere le misure con la realtà del borgo», precisa Moreno Miorelli, curatore della rassegna insieme a Donatella Ruttar - decidono che forma e che tono dare alla propria esibizione. In questo sta l’esclusività, e il bello, di Stazione Topolò, che di anno in anno allarga il suo raggio d’azione e il proprio pubblico, negli ultimi tempi decisamente sbilanciatosi verso il fronte giovanile. «Ricordo che all’inizio - sottolinea Miorelli - l’età media era molto alta. Adesso è il contrario: l’apertura di Topolò alla musica ha stimolato un’impennata di arrivi, e moltissimi sono, appunto, ragazzi. Vengono dalla zona, ma anche da lontano, dal Sud Italia, dalla Liguria: piantano le tende, oppure dormono in macchina, nei sacchi a pelo, e si calano in quella dimensione parallela che il paesino diventa nei giorni della manifestazione».

Non è un contenitore di spettacoli, Postaja Topolove, ma un campo di progettazione aperto alla ricerca e alla sperimentazione, che sfocia in creazioni nate sul posto ed in funzione del posto e dunque uniche. Il programma è ricco e interessante, come sempre, e ogni singolo appuntamento meriterebbe menzione. Ce n’è uno in particolare, però, che va ricordato perché rappresenterà l’avvio di un percorso destinato a potenziarsi nel tempo: venerdì 17 luglio sarà inaugurata l'Officina globale della salute, ideata dal massimo luminare al mondo in materia di tubercolosi, il dottor Mario Raviglione, direttore a Ginevra, presso l'Organizzazione Mondiale della Sanità, del dipartimento che si occupa di tale malattia.

«L'iniziativa - spiega Miorelli - tende a instaurare, in maniera giocosa, un contatto fra la creatività degli artisti e le problematiche della salute, intesa nel suo senso più ampio e dunque anche come benessere spirituale». L'inaugurazione dell'Officina avverrà sotto l’egida dello stesso Raviglione, di Furio Honsell (non in veste di sindaco ma di matematico) e di Ugo Boscain, esperto in matematica quantistica. E a corredo ci sarà
un concerto dedicato ai suoni dei pipistrelli, registrati dal musicista Per Platou, con un particolare strumento, proprio a Topolò.

Lucia Aviani

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