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Sul Tagliamento

Zattera alla deriva,
salvate otto persone

Avevano deciso di tentare la discesa del Tagliamento con una zattera. Ma gli avventurosi navigatori –  otto persone di Dignano e Pramaggiore con tre bambini – sono rimasti in balia

delle acque quando l’imbarcazione si è bloccata su uno scoglio in mezzo al fiume. Sono stati tratti in salvo dai vigili del fuoco.
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di Alessandra Ceschia

FORGARIA. Avevano deciso di tentare la discesa del Tagliamento con una zattera. Ma gli avventurosi navigatori – una comitiva formata da otto persone di Dignano e Pramaggiore con tre bambini, il più piccolo dei quali aveva meno di 3 anni –, salpati da Cornino, sono rimasti in balia delle acque quando l’imbarcazione si è impigliata su uno scoglio in mezzo al fiume.

Una discesa avventurosa con un’imbarcazione di fortuna, come quella del piccolo eroe di Huckleberry Finn sul Mississipi, narrata nel film di Jack Lee Thompson. Una pratica tutt’altro che rara sulla placida superficie delle acque del Tagliamento, agitate, però, da correnti e vortici insidiosi. Forse era questo l’intento della comitiva che ieri, poco dopo pranzo, è salita su una zattera di 3 metri per 3, ricavata da un cassone metallico sul quale avevano issato due panchine. Volevano navigare il fiume dal ponte di Cornino al ponte di Pinzano. Una traversata che “qualcuno” compie perfino “facendo vela” su vecchi serramenti e porte frigo.

A bordo, c’erano i dignanesi Sandro Cantarini di 43 anni, Emilia Carbone 32enne e il 43enne Giancarlo Rota, la 28enne Laura Carbone e la 47enne Silvia Koslik di Pramaggiore, accanto ai bimbi che trattenevano il respiro mentre la zattera, sospinta da un paio di pertiche, assecondava il profilo delle acque cristalline ingrossate dalle recenti piogge e sfilava dinanzi alle colline verdeggianti.

Avevano navigato per circa un chilometro quando, a un tratto, dopo un’ansa in cui piegava il fiume, il dorso di uno spuntone roccioso è affiorato dinanzi alla pattuglia di navigatori, “artigliando” la loro piccola imbarcazione a una ventina di metri dalla riva. E c’è chi, su quell’affollato vascello metallico, è diventato preda del panico che presto ha contagiato l’intero equipaggio.

Erano le 13. Da un cellulare a bordo del vascello in avaria è partito un “sos” che ha mobilitato i vigili del fuoco, con una partenza da San Daniele.

«A loro – riferisce il funzionario Valmore Venturini – si sono affiancati colleghi da Pordenone e Udine con personale del Nucleo SpeleoAlpoFluviale con tre unità che hanno operato su un canotto, l’elicottero del 118 e quello dei vigili del fuoco, giunti da Mestre». Gli uomini sono stati calati con il verricello sull’imbarcazione e, dopo aver assistito alle operazioni di imbracatura dei naufraghi, hanno messo in salvo i 3 bambini e i 5 adulti che li accompagnavano. Per uno di loro, in stato di choc, si è reso necessario il trasferimento all’ospedale di Udine per ulteriori accertamenti.

Ci sono volute più di due ore di lavoro da parte di tecnici, addestrati anche ai recuperi più arditi, cui ha fatto seguito l’attività dei sommozzatori dei vigili del fuoco giunti da Trieste, che, sotto lo sguardo vigile di decine di curiosi, hanno recuperato l’imbarcazione.

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