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Parere unanime anche di sindacati e categorie

Aperture domenicali:
no a deroghe per i piccoli

La legge regionale sul commercio

non si tocca. O meglio: va eliminato un articolo soltanto; quello sui “negozi isolati”. Tutto il resto deve restare così com’è, aperture domenicali comprese (29). È la proposta dell’Anci del Friuli Vg, condivisa da Confcommercio e sindacati.
di Renato D’Argenio

UDINE. La legge regionale sul commercio non si tocca. O meglio: va eliminato un articolo soltanto; quello sui “negozi isolati”. Tutto il resto deve restare così com’è, aperture domenicali comprese (29). E’ questa la proposta dell’Anci del Friuli Vg – condivisa da Confcommercio e sindacati –; proposta che condivide una delle quattro modifiche suggerite nei giorni scorsi dai consiglieri della Lega Nord.

Ma dall’Anci arriva anche un’altro punto su cui riflettere: la possibilità di rivedere, per Gorizia e Trieste, l’organizzazione le apeture festive “in sintonia” con quelle slovene. Un percorso sperimentale transfrontaliero che, tra l’altro, verrebbe soprattutto incontro alle esigenze del capoluogo regionale. Trieste – ieri in assemblea rappresentata dall’assessore Marina Gruden Vloch – resta praticamente l’unica voce fuori dal coro, convinta, più che mai, dell’esigenza di liberalizzare le aperture.

Commercio.
Sindaci, sindacati dei lavoratori e Confcommercio hanno trovato un accordo al termine dell’incontro nella sede dell’Anci di Udine. Lo sintetizza il sindaco di Tavagnacco e responsabile per l’Associazione del commercio Mario Pezzetta: «La Ciriani è il frutto di un lungo e faticoso lavoro di mediazione e oggi è il miglior compresso per la regolamentazione del commercio. Occorre, però, modificare il primo comma dell’articolo 30 che regolamenta le aperture dei negozi con meno di 400 metri quadrati (“cosidetti “negozi isolati”), chiarendo che la regola non vale se sono inseriti in un centro commerciale». In altre parole occorre che la Regione intervenga chirurgicamente per porre fine alle domenica aperte all’outlet di Aiello, spina per il commercio regionale con le sue 30 mila presenze domenicali. «Ma occorre fare presto – ha aggiunto Pezzetta – che la situazione del commercio è fortemente critica e non può tollerare diseguaglianze».

Su questa posizione Paolo Duriavig, della segreteria regionale della Cisl, Claudio Moretti e Claudio Caporale delle segreterie provinciali della Uil e della Cgil del commercio, Enzo Martines, vicesindaco di Udine, Marco Zanor, sindaco di Martignacco, Edi Colaoni, sindaco di Reana del Rojale, l’assessore al Comune di Gemona Fabio Collini, Guido Fantini direttore di Confcommercio Udine e tutti i componenti del comitato esecutivo dell’Anci, mentre il Comune di Trieste, con l’assessore Marina Gruden Vloch ha rappresentato le particolari esigenze della città capoluogo di Regione, ricca di negozi e con «soltanto due centri commerciali e con una forte presenza turistica che evidenzia un più 17% di presenza in questo 2009 e con un confine aperto». L’assessore ha chiesto il riconoscimento dello status di città turistica per la città giuliana.

La proposta.
Il presidente Pizzolitto, concludendo i lavori e ribadendo la necessità di modificare la Ciriani in tempi rapidissimi, ha lanciato una proposta a
livello sperimentale che riguarda le città capoluogo transfrontaliere di Gorizia e di Trieste che subiscono la concorrenza della Slovenia e della Croazia. Secondo il sindaco di Monfalcone si potrebbe, ha ribadito a livello sperimentale, prefigurare un modello commerciale articolato sui due confini.

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