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Superato lo choc-caldo

È cominciata la vendemmia
delle varietà di uva bianca

L’afa ha concesso una prima tregua e il gran caldo dovrebbe avere le ore contate, essendo in arrivo aria fresca. E questo è un gran bene per chi ha cominciato la vendemmia delle uve bianche (soprattutto per la spumantizzazione), notoriamente più precoci.

UDINE. Tanto tuonò che... non piovve. Infatti, le “quattro gocce” promesse dal meteo non si sono viste proprio, almeno nella quantità annunciata: tuttavia, l’afa ci ha concesso una prima tregua e il gran caldo dovrebbe avere le ore contate, essendo in arrivo aria fresca dalla Groenlandia. E questo è un gran bene per chi ha cominciato la vendemmia delle uve bianche (soprattutto per la spumantizzazione), notoriamente più precoci. In quanto il caldo elevato durante l’ammostatura e la fermentazione causa notevoli problemi, soprattutto per quanto riguarda la esaltazione di profumi e caratteristiche organolettiche dei futuri vini.

«Le previsioni, per quanto rilevato dalle analisi compiute per tutto il mese di agosto su piccoli campioni di uva - afferma l’enologo Francesco Spitaleri, dal suo “osservatorio” all’azienda d’Attimis Maniago di Buttrio, centro fra i più rinomati dei Colli orientali del Friuli -, ci fanno attendere una buona annata dal punto di vista qualitativo. Forse un po’ sottotono dal punto di vista produttivo in quanto l’osservazione delle piante in vigneto segnala un 10% circa di grappoli in meno. Le uve si presentano in ottimo stato sanitario, mentre con un’attenta gestione agronomica abbiamo cercato di adeguare il contenuto zuccherino delle uve di nostra produzione all’esigenza di ottenere vini di qualità ma dal contenuto alcolico più contenuto, aspetto che il mercato del vino da tempo sollecita anche alla luce delle sempre maggiori, necessarie, restrizioni».

«A destare qualche preoccupazione – spiega poi Spitaleri – sono invece le elevate temperature di questi ultimi giorni che, da un lato, rendono molto difficile il lavoro dei vendemmiatori e inoltre causano notevole riscaldamento delle uve da raccogliere: di qui la necessità di operare immediatamente il raffreddamento del grappolo dopo il distacco dalla pianta».

E allora cosa fare, se dovessero insistere le temperature (ma pare, appunto, fortunatamente di no) dei giorni scorsi? Ecco cosa consiglia il tecnico della storica tenuta di Buttrio. «Il metodo utilizzato è mediante utilizzo di ghiaccio secco che, oltre all’abbassamento della temperatura, garantisce anche un’indispensabile protezione dell’uva dall’aria e quindi la preservazione di tutti gli aromi fino al mosto e quindi al vino. Se le alte temperature non daranno tregua è inoltre probabile che le operazioni di raccolta si concentrino solo nelle ore più fresche iniziando presto la mattina, intorno alle 6, per interrompersi nella parte centrale della giornata: i grappoli infatti raggiungono nelle ore più calde temperature di 4-8°C superiori a quella dell’aria».

Sui Colli orientali, la vendemmia prevede una raccolta progressiva delle diverse varietà d’uva ed è destinata a chiudersi entro la metà di ottobre. Il punto pre-vendemmiale è stato fatto qualche giorno fa anche nella sede del Consorzio di tutela, a Cividale, dove oltre a una valutazione complessiva della zona Doc si sono date ai produttori alcune indicazioni al fine di svolgere il più correttamente possibile le operazioni di raccolta e di cantina.
Quelle che, in parte, abbiamo oggi anticipato con i consigli dell’enologo Francesco Spitaleri che ha preso in esame i problemi causati proprio dalla presenza di alte temperature durante la raccolta dell’uva e la sua vinificazione. Fasi, entrambe, delicatissime e da compiere con il massimo scrupolo.

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