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Il segretario nazionale della Cisl in Friuli

Bonanni: serve una strategia
per governare la ripresa

Raffaele

Bonanni, numero uno della Cisl, parla al suo “popolo” in Friuli e definisce «teatrino inconcludende e stucchevole» la ridda di commenti, quotidiani e contrastanti, su come e quando finirà la crisi. «Ciò che serve, subito, è una strategia per governare la ripresa».
di Anna Buttazzoni

MAGNANO IN RIVIERA. Lo chiama «teatrino inconcludende e stucchevole», riferendosi ai commenti, quotidiani e contrastanti, su come e quando finirà la crisi. «Ciò che serve, subito, è una strategia per il dopo, per governare la ripresa». Raffaele Bonanni, numero uno della Cisl, parla al suo “popolo”. Con schiettezza.

Davanti a oltre 600 iscritti, riuniti a Magnano in Riviera per la chiusura del meeting d’autunno della Cisl Fvg, il segretario nazionale affronta i nodi da sciogliere su cui punta il sindacato. E non si sottrae alle domande. Domani a Roma le parti sociali incontreranno il governo per l’illustrazione della Finanziaria 2010 e Bonanni spiega su cosa indirizzerà l’attenzione. «Va stabilito da subito come agire, quali settori privilegiare per il dopo crisi. Su questo incalzeremo il governo».

Lontano dal «teatrino», per distinguersi «da chi fa solo chiacchiere», Bonanni elenca gli elementi della ripresa. Dal federalismo fiscale alla detassazione della tredicesima, dalla richiesta al governo di intervenire sul sistema bancario allo sviluppo delle energie alternative, dell’istruzione e delle scienze della vita.

«Noi condividiamo il federalismo fiscale – dice Bonanni – purchè non divenga un’operazione gattopardesca, cambiare tutto per non cambiare nulla. Va chiarito bene, quindi, quanto peso ci deve essere nelle tasse pagate tra chi ha la ritenuta alla fonte e quanto paga invece chi si limita a dichiarare. Noi chiediamo al governo di spingere le aliquote più in giù e ciò che manca per effetto dello schiacciamento delle aliquote a favore di pensionati, dev’essere caricato sui consumi. E vogliamo anche la detassazione, a Natale, della tredicesima».

Bonanni non inserisce la questione-banche nelle richieste di domani, ma scaglia saette sul sistema creditizio. «Le banche – attacca – non stanno facendo il loro mestiere, ma utilizzano il denaro meno costoso per fare le stesse cose di prima, ancora giochi in borsa e speculazioni, nel silenzio di tutti. Oggi le banche stanno guadagnando più di prima e nessuno osa mettersi contro quel sistema. Obama ha comprato due banche private per riequilibrare il gioco del credito. Noi in Italia abbiamo le poste, 14 mila punti in tutto il Paese, nemmeno i carabinieri sono così presenti – scherza il segretario –. E allora il governo farebbe bene ad autorizzare le poste a svolgere anche il servizio di banca». Il “popolo” della Cisl applaude il suo leader, a lungo. Bonanni sorride e trova anche il tempo per punzecchiare sia il centro-destra sia il centro-sinistra, su escort e gossip.

«Non ci interessa il gossip – afferma il numero uno della Cisl –, perchè è come veleno nelle arterie del sociale e dell’economia e distrae l’opinione pubblica. Non so se distrae il governo, so che il governante dovrebbe tirare dritto verso le proprie responsabilità. E so che maggioranza e opposizione si stanno prendendo a legnate quotidianamente. Il centro-sinistra la smetta di fare opposizione su questioni futili e cominci a farla su temi come l’economia e il sociale».

Una questione cui Bonanni lega la manifestazione sulla libertà di stampa, assicurando che i cisilini potranno decidere come meglio riterranno opportuno. Lui, però, non scenderà in piazza. «La Cisl farebbe bene a non partecipare – afferma Bonanni – perchè non è un’iniziativa che affornta i temi veri. Sarei stato molto coinvolto personalmente se si fosse parlato di un conflitto di interesse grossissimo che c’è nei media, nel possesso di giornali e tv da parte di capitani di impresa e di banche. Bisognerebbe discutere dello scempio tra maggioranza e opposizione nella gestione della tv pubblica, che dovrebbe essere agenzia culturale e invece è agenzia dei partiti. Si dovrebbe affrontare la condizione della parte maggiore dei giornalisti. Se si parlasse di questo, la Cisl avrebbe molto interesse alla battaglia sulla libertà di informazione».

E ancora, le gabbie salariali. Che per Bonanni sono un falso problema. «Non delegheremo mai a nessuno – argomenta il segretario riferendosi alla proposta del ministro Umberto Bossi – di stabilire il salario per i lavoratori, che è frutto di accordi tra noi e gli imprenditori». Il “popolo” della Cisl ascolta, ammirato. E approva l’una e l’altra
affermazione con applausi scroscianti. Soprattutto quando il segretario assicura che il sindacato avrà maggior potere, non perchè regalato, «ma grazie al proprio senso di responsabilità, quello per cui la Cisl rifugge il gioco dei litigi e attraverso il quale il Paese può evitare la deriva».

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