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La cig è salita del 1.194%

Pordenonese: in fumo per la crisi
oltre 11 mila posti di lavoro

Millesettecentonovantuno lavoratori espulsi in otto mesi, mediamente 3 mila lavoratori in cassa integrazione. E nel conto non ci sono i licenziamenti individuali da parte di micro imprese dell’artigianato, come del commercio o dei servizi. Sono dati che rappresentano il termometro della crisi che sta investendo la provincia di Pordenone.
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di Elena Del Giudice

PORDENONE. Millesettecentonovantuno lavoratori espulsi in otto mesi, mediamente 3 mila lavoratori in cassa integrazione. E nel conto non ci sono i licenziamenti individuali da parte di micro imprese dell’artigianato, come del commercio o dei servizi. Sono dati che rappresentano il termometro della crisi per come sta investendo la provincia di Pordenone, oltre ovviamente al resto della regione e del Paese, che assumono i connotati dell’“allarme” nel raffronto con il 2008. Del resto basta dare un’occhiata all’andamento della cassa integrazione ordinaria che realizza, tra gennaio e agosto 2009, un incremento di oltre il mille e cento per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il raffronto è meno pesante, anzi diventa quasi positivo, tra 2008 e 2009 nella cassa integrazione straordinaria, dove addirittura si registra un lieve decremento pari al 5,2%.

E se i dati di cig e cigs riguardano i settori produttivi industriali, meccanica, chimica, tessile, legno, ecc., l’edilizia non rimane alla finestra. Più che raddoppiate le ore di cassa anche per il comparto delle costruzioni che sale dalle 116 mila ore del 2008, alle 277 mila del 2009, +137%.

Legno, metalmeccanica, metallurgia, tessile, chimica, carta i settori che, in provincia di Pordenone, registrano il maggior numero di ore concesse sia di cassa ordinaria che straordinaria.

Se nel 2008 le ore di cassa avevano coinvolto mediamente 1.280 lavoratori (un dato che si ricava dall’esprimere le ore di cig in lavoratori FTE (lavoratori a tempo pieno equivalenti) di cui un migliaio solo nelle ristrutturazioni aziendali, quest’anno, si supera il raddoppio, con un dato di 3 mila 8 persone coinvolte, un incremento di 1.728 pari a +135%. Sostanzialmente stabile il riferimento alla cig straordinaria, 1.037 lavoratori coinvolti nel 2008, 983 nel 2009, mentre segna +1.193,6% l’incremento relativo alla cassa integrazione ordinaria: 137 gli addetti coinvolti lo scorso anno, 1.774 nel periodo gennaio-agosto di quest’anno.

Venendo alla mobilità, dopo i picchi dei primi cinque mesi dell’anno con espulsioni, in regione, nell’ordine di quasi un migliaio ogni mese, da giugno ad agosto il numero delle iscrizioni alle liste di mobilità è andato riducendo, merito degli ammortizzatori in deroga che in qualche modo hanno contenuto una parte dei licenziamenti. Se a gennaio gli ingressi in mobilità in Fvg sono stati 910, ad agosto si è scesi a 290, circa la metà di quelle di luglio, (505).
In valori assoluti la provincia di Pordenone è quella che ha espulso il maggior numero di lavoratori, 1.093 sui 2.106 che rappresentano il saldo dei primi 8 mesi di quest’anno, e gli ingressi hanno colpito maggiormente gli uomini rispetto alle donne.

Si licenzia e, ovviamente, non si assume. Nel 2008 tra gennaio e agosto in provincia erano stati assunti 33 mila 93 addetti, quest’anno sono scesi a 23.241, con una perdita secca di quasi 10 mila posti di lavoro, per la precisione 9 mila 852, pari a -29,8% sui movimenti in entrata dello scorso anno. E’ il calo maggiore registrato nelle 4 province della regione ed è anche superiore al -21,8% che rappresenta la media del Friuli Venezia Giulia.

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