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Gli operai della Weisselfes occupano il municipio

Calvario senza fine
nel mondo del lavoro

È un calvario senza fine quello che attraversa il mondo del lavoro. Mentre gli operai della Weissenfels occupano il municipio di Travisio, sono molti altri i punti di crisi. E la giornata è stata rattristata anche da due gravi incidenti sul lavoro.
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TARVISIO. Dalle otto di ieri mattina diverse decine di lavoratori delle acciaierie Weissenfels Spa di Fusine in Val Romana “occupano” la sala consigliare del Municipio di Tarvisio. La forte azione di protesta è stata attuata per dare forza alla richiesta rivolta al vice presidente della Regione Luca Ciriani di indire subito un tavolo regionale di confronto.

Confronto che dovrà svolgersi alla presenza dei liquidatori dell’azienda e degli imprenditori intenzionati a rilevarla, onde avere le risposte più volte sollecitate in merito alle modalità del rilancio dell’attività produttiva e, soprattutto, sul piano occupazionale previsto.

All’apertura degli uffici, dunque, i lavoratori come era già stato annunciato sono entrati nell’edificio comunale, mentre, altri sistemavano gli striscioni all’esterno del Municipio (c’era anche quello di solidarietà del Comitato di cittadini sorto in difesa della Weissenfels).

Il presidio, che continuava dal mese di luglio dunque, dalla fabbrica si è spostato nella sala consiliare di Tarvisio.

«Per sottolineare la grande preoccupazione dei lavoratori, che non riescono a capire per il troppo silenzio in cui si sta svolgendo la trattativa fra i liquidatori e gli imprenditori - hanno rimarcato i sindacalisti Paolo Morocutti (Fiom Cgil) e Saverio Scalera (Fim - Cisl) -, è chiaramente la finalità della nostra protesta, che proseguirà fino a quando non sarà raggiunto l’accordo e avremo adeguate assicurazioni che l’attività produttiva potrà ripartire».

La clamorosa protesta messa in atto dai dipendenti delle acciaierie di Fusine ha allertato anche le forze dell’ordine, ma tutto si è svolto senza eccessi di sorta, ma in maniera rispettosa delle regole del vivere civile.

Come ha anche sottolineato il sindaco Renato Carlantoni, aprendo l’atteso intervento in cui ha annunciato che probabilmente entro venerdì i liquidatori dovrebbero trovare l’accordo con la cordata guidata dall’imprenditore Giovanni Azzano e quindi, potrà essere immediatamente convocato il tavolo fra le parti dove saranno verificate le questioni relative ai programmi di rilancio e del piano occupazionale.

«È giusto che il Municipio possa essere messo a disposizione dei cittadini che lottano per il posto di lavoro - ha affermato Carlantoni -. Ed è comprensibile il gesto anche perchè le persone preoccupate per l’incertezza del proprio futuro hanno già sentito tante proposte, piani e scadenze poi disattese, ma va anche detto che - ha precisato Carlantoni -, le istituzioni, Regione, Comune, Friulia e liquidatori stanno facendo un percorso di lavoro incessante ma discreto. Perché pare evidente, a questo punto, che l’approfondimento fatto in questi giorni ha portato in evidenza che non tutte le proposte industriali avanzate durante la scorsa estate potevano arrivare al concordato senza ingenerare il pericolo di portare, invece, al fallimento».

«Ora c’è una convergenza molto forte - ha aggiunto il sindaco -, su di un altro Piano industriale per il quale mi sono confrontato, anche in mattinata, con le parti interessate per avere la conferma che c’è la volontà imprenditoriale di rilanciare l’azienda di
Fusine ma che si sta attendendo di stabilire la consistenza aziendale per essere certi, attraverso il concordato preventivo, di arrivare a quelle certezze di proprietà indispensabili per attuare il piano di rilancio dell’attività e dell’occupazione».

Giancarlo Martina

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