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L’incidenza raddoppia

Influenza, sono in aumento
i casi in Friuli Venezia Giulia

I centralini dell’ospedale, sembrano impazziti. Eppure, di casi gravi, finora,

non ce ne sono stati. Neppure alla Clinica malattie infettive. Ma l’influenza H1N1 avanza e il peggio deve ancora arrivare: in Friuli Vg l’incidenza è passata da 0,93 a 1,98 casi per mille assistiti. Un valore molto basso, se confrontato al resto dell’Italia.
di Luana De Francisco

UDINE. I centralini, al Dipartimento materno-infantile dell’ospedale, sembrano impazziti. «Un centinaio di telefonate al giorno – racconta il personale – con genitori che vanno in ansia per nulla». Eppure, al Pronto soccorso le visite non sono aumentate e di casi gravi, finora, non ce ne sono stati. Neppure alla Clinica malattie infettive. Ma il “bollettino” non mente: l’influenza H1N1 avanza e il peggio deve ancora arrivare.

Nel corso dell’ultima settimana, secondo i dati sulla sorveglianza epidemiologica elaborati dall’Istituto superiore di sanità, in Friuli Vg l’incidenza è passata da 0,93 a 1,98 casi per mille assistiti. Un valore molto basso, se confrontato con quelli della Campania, “maglia nera” in Italia (14,66), della Lombardia (13,48) e delle Marche (11,81). Stanno meglio di noi soltanto l’Abruzzo (1,47) e la Sardegna (1,24). Ma attenzione: questo non vuol dire affatto che il territorio friulano sia immune dalla “suina”.

«Da noi, il boom influenzale, sempre che si verifichi – afferma Giorgio Brianti, responsabile del Dipartimento di prevenzione dell’Ass n.4 – arriverà semplicemente più tardi. Il virus attecchisce prima nelle grandi città, dove c’è una maggiore concentrazione di persone. Qui, invece, il contagio è più diluito e, quindi, anche più lento».

Intanto, però, la vaccinazione va fatta. Cominciando proprio dai più giovani, i meno immunizzati, specie di fronte a un virus nuovo come quello dell’influenza A. «Non tutti subito, però – ricorda Franco Macagno, direttore della Neonatologia –, perchè i vaccini non sono sufficienti a coprire la totalità delle richieste e il ministero ha stabilito precisi criteri di priorità. Ogni giorno – continua il professore – riceviamo fino a cento telefonate da parte di genitori spaventati: metà afferma di voler vaccinare i propri figli, l’altra metà confonde una comune influenza con l’H1N1».

Per fare ordine tra le idee ancora parecchio confuse di buona parte della popolazione, l’Azienda sanitaria e quella ospedaliero-universitaria hanno distribuito nelle strutture territoriali e nei vari reparti volantini informativi sulle categorie di persone con diritto di accesso prioritario alla somministrazione della prima tranche di circa 6 mila vaccini messi a disposizione della “Medio Friuli”.

Vale la pena ricordarli: bambini dai sei mesi ai due anni nati pretermine, giovani dai sei mesi ai 17 anni con patologie particolari, bambini con esenzione del ticket e bambini senza esenzione ma affetti da malattie importanti dichiarate dal medico curante. E poi ancora, donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza e adulti fino a 60 anni con patologie a rischio. Per tutti loro, la somministrazione sarà effettuata in un ambulatorio dedicato in via Chiusaforte 2 (sede del Dipartimento di prevenzione), a partire da venerdì 13 e per tutti i fine settimana a seguire, fino a esaurimento scorte, con i seguenti orari: venerdì dalle 14 alle 19, sabato
dalle 8.30 alle 13 e dalle 13.30 alle 19.30, domenica dalle 8.30 alle 13.30.

«I casi stanno aumentando anche a Udine – ha affermato Marcello Tavio, delle Malattie infettive –. Trattandosi di un virus pandemico, non è possibile prevederne la dinamica, ma il picco deve ancora arrivare».

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