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Ancora acqua e fango,
ingenti i danni in Friuli

Il maltempo ha colpito tutta la regione.

Paura a Gradisca, dove è stato necessario fare sgomberare 23 persone. Le precipitazioni combinate con alta marea e scirocco hanno provocato mareggiate a Grado. A Lignano il mare ha divorato altre grosse porzioni di spiaggia. Frane ed esondazioni a Forgaria, Sedilis, Tanamea e Cave del Predil.
UDINE. Dopo due giorni di maltempo, si è tornati alla normalità in Friuli Venezia Giulia. La Protezione civile, infatti, ha terminato la sorveglianza degli argini dei fiumi e nessuna allerta è segnalata sul territorio regionale. Si lavora ora sulla stima dei danni. Ieri mattina è stato fatto il punto della situazione, nelle prossime ore sarà possibile conoscere un elenco dettagliato, con la prima stima dei danni. La regione ha già stanziato un milione di euro per i primi interventi.

Tutta la regione è stata colpita. I sopralluoghi di verifica hanno riguardato numerosi Comuni. In provincia di Udine interventi a Tarvisio, Chiusaforte, Manzano, Malborghetto, Trasaghis, Bordano, Venzone, Tarcento, Montenars, Forgaria, Taipana, Lusevera, Majano, Sedegliano e Pontebba. In quella di Pordenone interventi a San Giorgio della Rinchinvelda, Castelnovo del Friuli, Pinzano al Tagliamento e Cordenons. E a Gorizia si è operato a Sagrado, Gradisca d’Isonzo e San Pier d’Isonzo. Vediamo la situazione zona per zona.

Provincia di Udine.
Natale e Santo Stefano amari a Lignano. Si fa la conta dei danni dopo il fenomeno dell’erosione provocato dal forte vento di scirocco che ha “mangiato” letteralmente metri e metri di spiaggia la notte tra il 24 e il 25. Stavolta oltre ai danni (tanti) si è aggiunta la beffa del Tagliamento che ha contribuito a erodere le sponde, soprattutto quella friulana, danneggiando anche alcuni teloni a protezione della Darsena Marina Uno.

A Forgaria il sindaco Pierluigi Molinaro ha chiesto lo stato di calamità. In paese sono state due le zone più colpite: la Sp41, arteria di collegamento tra il capoluogo e la frazione di Cornino, e la residenziale via Val. A causare la chiusura della prima è stata la caduta di alcuni alberi, seguita a breve distanza da una frana venuta giù nei pressi dell’accesso alla borgata di Ca’ dal Prat. Nel secondo caso, in via Val, l’acqua ha invece allagato piani terra e scantinati di una decina di abitazioni. Frane anche a Sedilis, smottamenti al passo di Tanamea. A Cave del Predil è esondato il rio del Lago.

Provincia di Pordenone.
Le intense piogge delle ultime ore hanno messo a dura prova la parte orientale della montagna pordenonese. Se la situazione più critica si è registrata con le frane nelle due frazioni di Pinzano al Tagliamento, Manazzons e Costabeorchia, il riempimento della falda ha letteralmente sommerso l’ultima casa di via Roma nella stessa Pinzano. Frane a Vito d’Asio, cantine allagate a Castelnuovo del Friuli, Valeriano, Spilimbergo e San Giorgio della Richinvelda. A Sacile è rimasto chiuso per diverse ore il sottopasso di Sant’Odorico, a Pordenone è finito sott’acqua, a altezza del ponte della Pontebbana il fiume Meduna ha straripato il 25 dicembre nelle aree golenali.

Provincia di Gorizia.
È durata quasi tre giorni l’emergenza Isonzo. A causa di una rara concomitanza di fattori ovvero piogge abbondanti, lo scioglimento della neve e lo scirocco, sono stati raggiunti livelli di portata da record. Venerdì mattina in corrispondenza della diga di Salcano è stata misurata una portata di 2.192 metri cubi il secondo. Natale di paura a Gradisca, dove per lunghe ore si è temuta l’esondazione dell’Isonzo: rischio scongiurato anche grazie alla massiccia mobilitazione di Protezione civile e vigili del fuoco, ma la città paga comunque un prezzo molto alto,
visto che in località Saleti c’è stato ben poco da fare e sei famiglie sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni, letteralmente sott’acqua. Il primo allarme è scattato nella notte fra giovedì e venerdì, quando all’idrometro di Gradisca il livello dell’Isonzo ha superato i 7,80 metri.

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