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Arriva di nuovo il grande freddo: da oggi le minime sono in picchiata

Oggi e domani ci sarà cielo sereno in tutta la regione, ma il sole non basterà a evitare il freddo. Le minime infatti caleranno in picchiata con l’asticella di mercurio che scenderà fino a -9 in pianura e a -15 nei fondovalle alpini. Resta naturalmente il pericolo ghiaccio, che ieri ha colpito tutta l’alta pianura e anche alcune zone della Bassa.

UDINE. Torna il grande freddo. Oggi e anche domani ci sarà cielo sereno in tutta la regione, dai monti alla montagna, ma il sole non basterà a evitare il freddo. Le minime infatti scenderanno in piccchiata con l’asticella di mercurio che scenderà fino a meno 8 in pianura e a meno 15 nei fondo valle alpini.

L’assenza di nuvole infatti farà venire meno l’effetto serra che nei giorni scorsi ha mitigato le temperature. Anche il vento, con raffiche di bora che ieri hanno raggiunto i 100 chilometri orari, non soffierà con la stessa intensità e così – sottolinea il previsore dell’Osmer Arpa, Livio Stefanutto – «non ci saranno rimescolamenti nell’atmosfera e anche questo contribuirà a far scendere le temperature». Di giorno le massime non dovrebbero superare i 5 gradi in pianura. Stamattina resta quindi il pericolo ghiacchio che ieri ha colpito tutta l’alta pianura e alcune zone della Bassa, come per esempio San Giorgio di Nogaro, dove ha nevicato nella notte tra sabato e domenica. In tutta la zona a nord di Udine, da Nimis a Faedis, da Pagnacco a Buia, senza dimenticare Gemona, ieri sono caduti alcuni centimentri di neve.

Niente pioggia invece e nemmeno neve almeno fino a domani. «Mercoledì – dice ancora Stefanutto – potrebbe invece verificarsi un’inversione termica con un accumulo di umidità nel bassi strati atmosferici e cielo nuvoloso con qualche locale rovescio che potrebbe concentrarsi soprattutto nella fascia orientale».
Se le previsioni dell’Osservatorio metereologico reginoale non si spingono oltre a lunedì, uno studio dell’istituto di biometereologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) ha invece ipotizzato un inverno molto lungo. A causa di anomale folate di aria gelida proveniente dal vortice polare che dovrebbero colpire anche il Mediterraneo infatti, l’arrivo della primavera potrebbe slittare ad aprile. Il pericolo è quello di un inverno particolarmente lungo e freddissimo come nel 1985 quando Udine fu letteralmente coperta da una fitta coltre di neve e a Firenze il termometro scese fino a meno 23 gradi.

Freddo polare anche sulla provincia di Pordenone: le temperature tra oggi e domani scenderanno sino a meno 9 gradi. Sono solo le prime avvisaglie di una nuova avanzata del “generale” inverno, che con un grande fronte gelido proveniente dal Polo Artico raffredderà il clima sino a marzo inoltrato.
Chi s’illude che con l’arrivo di febbraio il peggio, in termini di basse temperature, sia passato, si sbaglia di grosso. Dal grande Nord sta arrivando un fronte di aria fredda che investirà a più riprese tutta l’Europa, facendosi sentire più bruscamente proprio nel Nordest italiano. Il freddo polare, a causa di un’anomalia termica, scenderà sino alle nostre latitudini senza trovare intoppi nel suo cammino. Una condizione che torna ciclicamente, e che assomiglia alla grande ondata di freddo del 1985, quando si verifico una memorabile precipitazione nevosa che fu definita la “nevicata del secolo”.

In questi ultimi giorni il Friuli occidentale è già stato toccato dal freddo bacio dell’Inverno. Ci sono state anche nevicate in pianura. Questo fronte nuvoloso sta lasciando il posto, secondo le previsioni, a una fase di bel tempo caratterizzata però da un’ulteriore discesa delle temperature. I meteorologi prevedono per oggi cielo sereno con solo qualche velatura in quota, atmosfera secca e ottima visibilità. Le temperature in pianura oscilleranno tra i meno 7 gradi di minima e i 4 di massima, i meno 6 di media a mille metri d’altitudine e i meno 13 a duemila metri. Con domani in pianura si scenderà però sino a meno 9 gradi. Sole e freddo secco quindi, e tali temperature, secondo gli esperti, dureranno per un bel po’.

Infatti, questa serie di scorribande di venti polari sin nel cuore dell’Europa durerà fino alla fine di marzo. La primavera tarderà infatti ad arrivare, stando a quanto prevedono gli esperti. Bisognerà armarsi quindi di tanta pazienza e aspettare con calma il ritorno della bella stagione. Unica nota positiva è che questi fronti di freddo non saranno continui, lasciando qualche giorno di respiro tra la partenza di uno e l’arrivo dell’altro. Questo quanto dicono attualmente gli esperti, ma la situazione è sempre in costante mutamento.

Con l’abbassamento delle temperature rimane sempre alto il rischio ghiaccio sulle strade e non solo. Come registrato nella recente nevicata di dicembre, anche
le tubature degli impianti idraulici sono da tenere sotto controllo per evitare spaccature. Ancora ieri a Pordenone la temperatura era accettabile, se così si può dire, visto che è oscillata tra i 0,9 gradi di minima e i 5 di massima. Al Piancavallo si è passati dai meno 7,2 gradi ai meno 4,3.

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