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Blitz anti-evasione in Friuli: nel mirino ora ci sono le banche slovene

Dopo

l’Austria e la Svizzera, è la Slovenia a finire nel mirino della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle entrate. Con un blitz anti-evasione che ha visto passare al setaccio 68 banche e filiali con sedi vicine ai confini di nord-est, distribuite in undici comuni tra cui Udine, Cividale e Tarvisio.
UDINE. Dopo l’Austria e la Svizzera, è la Slovenia a finire nel mirino della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle entrate. Con un blitz anti-evasione che, nella sola giornata di ieri, ha visto passare al setaccio 68 banche e filiali di banche con sedi vicine ai confini di nord-est, distribuite in undici Comuni italiani. Compresi Udine, Cividale e Tarvisio.

Obiettivo: scovare i patrimoni illecitamente portati all’estero. Ossia, più precisamente, verificare il corretto adempimento, da parte delle banche e degli intermediari finanziari, degli obblighi di comunicazione all’“Archivio dei rapporti finanziari” dei rapporti intrattenuti con i clienti e delle operazioni svolte al di fuori di rapporti continuativi, secondo quanto previsto dalle novità normative (legge 248 del 2006 e decreto legislativo 231 del 2007). Un’operazione che non è difficile collegare al maggiore impegno nella lotta all’evasione internazionale attuata in parallelo con lo Scudo fiscale.

«Il controllo – fanno sapere Fiamme gialle e Agenzia delle entrate – si iscrive nel più ampio disegno di lotta all’evasione e agli illeciti fiscali internazionali». Attraverso l’ispezione di ieri, sono state acquisite informazioni utili allo sviluppo di indagini volte a scoprire l’eventuale esistenza di ingenti somme di denaro illecitamente portate fuori dai confini nazionali. Nel mirino, dopo le banche austriache e svizzere, le filiali di banche slovene con sede in Italia, le filiali di banche italiane con sedi territorialmente vicine ai confini con la Slovenia e con l’Austria e gli intermediari italiani risultati acquirenti di banche slovene con interessi in Italia.

Con i 68 istituti passati al setaccio ieri, salgono a 182 le filiali di banche estere considerate «ad alto rischio». Il blitz è scattato contemporaneamente in 11 Comuni del centro-nord Italia: oltre a Udine, Cividale del Friuli e Tarvisio, anche Pordenone, Gorizia, Trieste e Monfalcone, e, fuori regione, Milano, Torino, Vicenza, Padova. A banche e intermediari sono state notificate richieste di informazioni e dati (documentazione per lo più informatica) relativi sia ai rapporti intrattenuti con i clienti, sia alle comunicazioni previste dalla legge. In un secondo momento – ha riferito il direttore regionale dell’Agenzia delle entrate, Paola Muratori – si procederà all’analisi dei dati per la verifica di eventuali irregolarità.

E mentre le bocche restano cucite sui nomi delle banche e degli intermediari finanziari sui quali sono stati effettuati i controlli, è possibile comunque tracciare lo scenario dei rapporti e delle presenze bancarie e finanziarie a ridosso del confine fra Italia e Slovenia entro il quale si sono mossi. La Nova Ljubljanska banka d.d. di Lubiana, il più importante istituto di credito della Slovenia, è presente dal 1979 con una filiale a Trieste e, dal 2003, con una filiale a Gorizia. Le banche italiane che hanno notificato alla Banca centrale slovena le loro operazioni in Slovenia sono invece dieci, di cui quattro con sede in Friuli Vg: Banca di Cividale spa a Cividale del Friuli, Bcc del Carso a Opicina, Bcc di Doberdò e Savogna a Doberdò del Lago, Banca Popolare Friuladria spa a Pordenone.
Due banche italiane, infine, sono presenti in Slovenia tramite partecipazioni di controllo in istituti di credito di diritto sloveno: Unicredit, che controlla Unicredit Banka Slovenija d.d. di Lubiana, e Banca Intesa, che controlla Banka Koper d.d. di Capodistria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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