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Ancora un raid dell’orso affamato che uccide una pecora sopra Ampezzo

Un altro raid dell’orso della Carnia, dopo quello sopra Socchieve, nella frazione di Voltois di Ampezzo dove il plantigrado ha sbranato una pecora e ferito lievemente altre due creando scompiglio nel resto del allevamento composto da una quindicina di capi.

AMPEZZO. Un altro raid dell’orso della Carnia, nella frazione di Voltois di Ampezzo dove il plantigrado ha sbranato una pecora e ferito lievemente altre due creando scompiglio nel resto del allevamento. L’allevamento è composto da una quindicina di capi dimorati in una stalla di proprietà della Cooperativa  Voltois, i cui soci sono i residenti nella frazione,  sito a circa 300 metri dall’ abitato. Lo scopo di questo allevamento è  la salvaguardia del territorio e la pulizia dello stesso, visto il degrado che in questi ultimi anni interessa la montagne della Carnia.

Aumentano quindi le preoccupazioni circa gli indennizzi che la regione ha stanziato, circa 7000 euro, per i danni causati dai grandi predatori: oltre all’orso vengono pagati i danni dei lupi, riscontrati in Friuli di recente a Basovizza. Uno stanziamento ritenuto non congruo col mantenere attivo il progetto dell’orso nella nostra regione, che si vorrebbe fosse rimpinguato dalla regione.

L’amministrazione regionale comunque oltre a pagare i danni cagionati ad allevatori e apicoltori, finanzia pure, al 90%, progetti di prevenzione dei danni mentre il corpo forestale dispone di alcuni reti elettriche, date in comodato, che scoraggiano le predazioni di questi  animali. I moduli della richiesta danni possono essere richiesti alle stazioni forestali stesse.

Stefano Filacorda dell’Università di Udine, che segue il progetto della reintroduzione dell’orso, rassicura sulla pericolosità dell’orso per l’uomo. «Questo animale ha ancora timore dell’essere umano: lo dimostra il fatto che quando si è avvicinato alle arnie a Cima Corso nei giorni scorsi, non appena ha visto l’uomo è fuggito».

Naturalmente occorre comportarsi, in caso di incontro ravvicinato, con la dovuta cautela di qualsiasi incontro con animali selvaggi. Diversa invece, secondo il luminare, la faccenda per quanto riguarda le greggi. «Sarà un aprile “pasqualino”, ritengo che l’orso continuerà a mietere vittime fra le pecore nella Valle del Tagliamento». Un comportamento dovuto al fatto che il bosco carnico non è ancora ricco di bacche e foglie, ed è reduce dal letargo «e deve riprendere i chili che ha perso durante l’inverno».

Generalmente gli orsi invecchiando, lo dimostra una ricca bibliografia, tendono a diminuire le loro mire predatrici, per adattarsi ad un sistema alimentare più vegetariano, «ma ancora per un paio di anni questo orso, se si fermerà in Carnia, tenterà ancora di aggredire le pecore».

Filacorda suggerisce di non mantenere i greggi all’aperto, durante la notte, ma di sistemarli in stalle «che l’orso normalmente non viola» soprattutto in quelle zone dove le pecore pascolano e sono tenute in piccole aie e recinti al limitare del bosco in Val Tagliamento.

Risulterebbe infine una leggenda metropolitana l’avvistamento, di cui si parla a Tolmezzo, di una famiglia di tre orsi: «Solo in rari casi il maschio rimane con la femmina dopo il parto - termina Filacorda - non ci sono prove che questi avvistamenti siano avvenuti: se così fosse sarebbe un avvenimento veramente eccezionale.”

L’orso, probabilmente quello fotografato qualche giorno fa, aveva già fatto registrare la sua presenza, sopra Socchieve, con una strage di pecore. Aveva raggiunto, in località Pani, la baita ristrutturata dell’ex sindaco di Enemonzo Alessandro Cosano dove c’erano 10 pecore: ne ha sbranate 5, mentre 4 sono sparire e una è stata trovata viva.

A scoprire l’incursione del plantigrado è stato ieri mattina lo stesso Cosano che ha fatto ritorno nella sua baita, dove solitamente vive, dopo essere stato assente dalla domenica e dove teneva il piccolo gregge di 10 pecore.

Cosano ha dato l’allarme e sul posto c’è stato un sopralluogo da parte del vicesindaco di Socchieve Albino Toson, con un agente della polizia municipale e il personale della Forestale. Il posto è decisamente isolato in media montagna a un’altezza di 800-1.000 metri. È stato così accertato che si è trattato di un animale di grosse dimensioni che ha lasciato un’impronta lunga circa 25 centimetri e che dovrebbe avere un peso tra il quintale e mezzo e i due quintali.

L’orso ha mangiato almeno 40 chili di carne e gli esperti prevedono che questo gli sarà sufficiente per diversi
giorni. Sul posto come si diceva sono state trovate cinque carcasse e le pecore sono state assalite e uccise con la tecnica propria dell’orso. Una pecora è stata trovata viva mentre altre 4 probabilmente sono fuggite anche se difficilmente riusciranno ad evitare di incontrare altri predatori.

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