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Piscina, lavori da rifare. Il Comune di Udine fa causa

UDINE. «I lavori di ristrutturazione della piscina del palamostre eseguiti nel 2007 sono da rifare». Lo fa sapere il Comune dopo aver dato mandato al legale di procedere nei confronti di tutti i soggetti coinvolti nell’appalto per chiedere il rimborso dei danni. Palazzo D’Aronco, infatti, ha rigettato il collaudo tecnico per la presenza di alcune infiltrazioni d’acqua dal soffitto nella zona degli spogliatoi, sotto il solarium della piscina esterna per bambini. Per rifare i lavori si stima una spesa di 900 mila euro. Quest’estate comunque l’impianto resterà aperto.

Il problema dell’impermeabilizzazione del solaio emerso tre anni fa a cantiere ancora aperto sembrava risolto. Tant’è che l’ingegner Roberto Franceschinis il 4 luglio 2008 consegnò a palazzo d’Aronco la pratica del collaudo tecnico. Da allora però la situazione è peggiorata e il Comune, che ha due anni di tempo per approvare il collaudo, ha deciso di affidare all’ingegner Paolo Morassutti la stesura di una perizia suppletiva. Perizia che ha evidenziato un’errata scelta del sistema di impermeabilizzazione.

«Fortunatamente – ha spiegato ieri l’assessore ai Lavori pubblici, Gianna Malisani, nel corso della consueta conferenza stampa di giunta – la perizia ha evidenziato che i solai dal punto di vista strutturale non hanno subito danni. Per questo motivo, seppur con qualche limitazione, quest’estate possiamo tenere aperta in completa sicurezza la vasca esterna dell’impianto. Questo però non vuol dire – precisa – che tutto sia fatto a regola d’arte. Anzi, è emersa la necessità di reimpermeabilizzare tutta l’area esterna».

E ancora: «Non abbiamo accettato il collaudo per accertare le responsabilità dell’impermeabilizzazione non eseguita al meglio». Il cantiere, insomma, potrebbe riaprire già dal prossimo autunno.

Nel frattempo l’avvocato Giangiacomo Martinuzzi, incaricato dalla giunta Honsell, attiverà tutte le azioni giuridiche per chiedere i danni subiti o che l’amministrazione subirà. Nel mirino dell’avvocatura del Comune è finita «l’errata scelta del sistema di impermeabilizzazione del solaio effettuata e una serie di manchevolezze che hanno di fatto reso necessari costanti interventi manutentivi per permettere l’apertura dell’impianto durante le stagioni estive 2008 e 2009, nonché per la prossima». La scelta del materiale impermeabilizzante divise la direzioni lavori e l’impresa ancora tre anni fa quando il Comune invitò entrambe le parti a rispettare il contratto e il capitolato d’appalto.

I lavori di ristrutturazione della piscina esterna di via Ampezzo iniziati nel 2003 hanno richiesto un investimento di 3,7 milioni di euro. Il progetto porta la firma dell’associazione temporanea di professionisti costituita tra gli ingegneri Claudio Cargnelutti, Marco Virgili, Franco, Giampaolo e Marco Pascoli, Flavio Bianco, gli architetti Lorena Petris e Luca Morea e il geologo Giuliano Chili. I lavori, invece, furono affidati all’Ati costituita tra “Valle costruzioni
srl” di Enemonzo e la ditta “Maso Europe srl” di Tolmezzo.

Ai progettisti e alle imprese che hanno eseguiti i lavori di ristrutturazione dell’impianto nei prossimi giorni sarà notificata la delibera della giunta che avvia il procedimento legale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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