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Giovane orso sbrana una pecora a Vernasso, nelle Valli del Natisone

Si tratta sicuramente di un esemplare diverso da quello individuato in Carnia

SAN PIETRO AL NATISONE. Ha scelto le Valli del Natisone per la sua prima stagione di caccia lontano dalla madre, l’orso che l’altra notte ha sfondando il recinto di un ovile a Vernasso e ha sbranato una pecora. Responsabile dell’incursione un giovane plantigrado dal peso di un centinaio di chili, o poco più, che vaga nei boschi della Benecja.

«Siamo entrati nel recinto al mattino per accudire una piccola capretta appena nata e abbiamo scorto il corpo straziato di una pecora gravida» riferisce Graziella Buttera che, con il marito Fabio Costaperaria, è proprietaria del piccolo allevamento. Nell’appezzamento, che sorge a ridosso di una collina lambita dal Rio Patoc, una rete elettrosaldata corre all’altezza di poco più di un metro a delimitare il perimetro del piccolo ovile creato per ospitare sei pecore, un montone, due capre e l’ultima nata, una capretta di pochi giorni.

«La sera precedente, i cani del paese erano molto agitati e alcuni residenti li hanno sentiti abbaiare ripetutamente, mai pensavamo che fossero allertati dalla presenza di un orso – testimonia la donna –. Ma perlustrando l’area intorno al recinto abbiamo scorto numerose orme e un ciuffo di peli impigliato lungo la rete. Abbiamo subito chiamato le Guardie forestali e i ricercatori del Dipartimento di Scienze animali dell’Università di Udine per saperne di più».

Stando alle risultanze del primo sopralluogo, come spiega Andrea Caboni, che opera nel gruppo di ricerca del professor Filacorda, si tratterebbe di un esemplare proveniente dalla Slovenia che avrebbe al massimo tre anni. Ad avallare questa ipotesi sarebbe anche il modo con cui il predatore ha ucciso la pecora, in seguito a una colluttazione, tutto farebbe supporre che si tratti di un animale piuttosto inesperto che ha cominciato a sbranare l’animale ma poi, forse disturbato dal latrato dei cani, lo ha abbandonato a terra ed è scappato.

Gli esperti tendono ad escludere che si tratti dell’orso individuato a Osoppo, un animale più imponente, che avrebbe 4-5 anni. Gli studiosi hanno anche installato alcune telecamere accanto al recinto nella speranza di riprendere il giovane animale durante le sue scorrerie notturne.

Non sarebbe la prima volta che l’orso fa la sua comparsa nelle Valli del Natisone, le rilevazioni effettuate con il radiocollare avrebbero individuato altri “sconfinamenti” dalla vicina Slovenia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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