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GIRO D'ITALIA
Striscioni e coreografie ovunque ed è arrivato anche “Il Diablo”

Grande entusiasmo a Verzegnis, Tolmezzo, Paularo, Ravascletto, Ovaro: la Carnia è pronta ad accogliere il Giro

OVARO. Il grande pubblico è atteso in Carnia per oggi, ma ieri sotto lo Zoncolan sono arrivate solo le avanguardie. Intanto i paesi interessati dal passaggio della tappa si sono letteralmente colorati di rosa. Uno spettacolo: 1.500 palloncini a Verzegnis, striscioni a Paularo per il grande escluso Pellizotti, ma anche per gli emigranti, tornati apposta per il Giro, un grande cappello di alpino a Sella Valcalda, vetrine a tema e cartelloni a Comeglians, margherite rosa a Ovaro e Liariis, la porta dell’inferno, “culla” anche quest’anno delle coreografie.

Mezza Carnia è diventata rosa e non possono essere dimenticate, oltre a quelle citate, le cinquanta vetrine realizzate ad hoc a Tolmezzo e le coreografie di Sutrio, ma di Treppo Carnico, Paluzza, Cercivento, o il maxi-murales a Ligosullo. Ieri mattina, accompagnati da una guida d’eccezione, Lucio Leschiutta, lo zio di Franco Pellizotti con tanto di maglia a pois addosso, abbiamo percorso in bici gli ultimi 40 km della tappa.

Dire che sono durissimi lo si sa già, basta leggere la cartina, che ha mano friulana visto che è stata disegnata, come tutte quelle del Giro, dal giovane Stefano Di Santo originario di Cave del Predil con tanto di laurea in ingegneria e diploma del Malignani in bacheca.

La bici è sofferenza, ma grazie a lei tutto ciò che si affaccia alla strada, anche i più piccoli particolari, è a un passo, a uno sguardo. E allora paesi, parchi pubblici, piccoli borghi, prati diventano in questo caso tutti rosa grazie, come detto, ai numerosi striscioni all’ingresso dei paesi. E poi Comeglians che pensa al salutare i girini ma è già proiettata al futuro: “Arrivederci al Crostis“, recita uno striscione che guarda già oltre il Giro 2010 sognando il transito della prossimo tappone friulano anche sulla Panoramica dele vette. Cinque km più in là a Ovaro il rosa domina subito all’ingresso delle prime frazioni e in centro spuntano pure le margherite a tema.

C’è aria di grande evento, anche se ieri di turisti non ne erano ancora arrivati molti. C’era però, il più coreografico, quello che non manca mai alle Grandi corse a tappa. In mattinata era già in trincea, proprio sulla curva dove inizia l’“inferno” a un passo dalla piazza: “Il Diablo”, signore tedesco travestito da Lucifero, che da anni segue Giro e Tour con tanto di forcone e barbone era già al “lavoro”.

«È il mio 18° Giro d’Italia» ci ha detto il curioso personaggio prima di prestarsi per una serie di foto (anche con un’anziana del paese), e rincorrere i ciclisti. Insomma, si scaldava
per domani. Era alla partenza in Olanda, ma ha snobbato le tappe di pianura e addirittura il fascino del Grappa facendo subito rotta per la Carnia. lì dove sarà la festa. Il resto della salita? Dopo i colorati striscioni di Liariis è stata solo sofferenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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