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Salvati e catalogati i documenti lasciati da Andreina Ciceri

A dieci anni dalla scomparsa della studiosa

TRICESIMO. Esattamente dieci anni fa, il 24 maggio 2000, si spegneva a Udine, Andreina Nicoloso Ciceri, una delle personalità di maggiore spicco nella cultura friulana del Novecento. Assieme al marito Luigi Ciceri, si prodigò per la salvaguardia del patrimonio letterario, artistico ed etnografico di questa terra. Inoltre, strinse amicizia (e a provarlo sono i numerosi carteggi) con i personaggi principali della cultura friulana e nazionale.

Un nome fra tutti fu quello di Pier Paolo Pasolini, con il quale i coniugi Ciceri intrattennero continui rapporti anche nel momento in cui il poeta dovette lasciare la nostra terra trasferendosi a Roma. Fra l’altro Luigi Ciceri fu in pratica lo scopritore di un testo pasoliniano importante come quello de I Turcs tal Friul. Inoltre la dimora dei coniugi a Tricesimo custodiva le epistole tra il poeta e i Ciceri, oltre a lavori inediti e manoscritti di opere giovanili di Pier Paolo (ora affidate al centro studi di Casarsa) e, tra l'altro, un vastissimo patrimonio librario con documenti spesso unici. Materiale, quest’ultimo, che ha necessità di una dettagliata catalogazione, anche informatica.

Ora, in onore della professoressa Ciceri, l’amministrazione comunale di Tricesimo, in coedizione con la Società Filologica friulana, sta predisponendo un omaggio. In particolare, come spiega l'assessore comunale alla cultura Giannina Di Pauli, «si sta provvedendo alla pubblicazione di una serie di scritti a cura del professor Gian Paolo Gri».

Previsto poi un ulteriore omaggio dedicato alla studiosa. «Il Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia - dice l’assessore - a fine agosto proporrà una lettura dei suoi racconti popolari». Sarà un giusto e doveroso riconoscimento verso un’intellettuale, originaria di Buia, che espresse sempre un amore sconfinato e intelligente per la sua terra e per il paese dove aveva vissuto con il marito. Tant’è che, come da disposizioni testamentarie, la Ciceri donò la sua villa al Comune perché venisse trasformata in biblioteca.

Nella cittadina si pensò di andare oltre questa destinazione. Un paio di anni fa, infatti, ha preso il via un progetto intitolato Centri multimedial de civiltât furlane che troverà sede proprio nella villa. «La configurazione e la disposizione dell'edificio - ricorda ancora la dottoressa Di Pauli - non si prestava alla trasformazione in biblioteca comunale. Questa sarà invece realizzata nel sito per rispondere alla volontà della donatrice, mentre nella villa nascerà il centro culturale. Si darà così un doveroso riconoscimento ai proprietari, che per tutta la vita si dedicarono allo studio e alla raccolta di testimonianze sulla lingua e sulla cultura friulane, lasciando in eredità al Comune una copiosa documentazione che verrà risistemata nella stessa stanza-studio per testimoniare e dare memoria al luogo di ricerca dei coniugi Ciceri».

Ci saranno pure supporti multimediali. Inoltre, per rinforzare i rapporti con le comunità friulane sparse nel mondo è prevista la realizzazione di un portale utile a collegarsi in videoconferenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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