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Pasticcio storico su Porzûs: Bondi blocca il riconoscimento

Gli esperti del suo ministero hanno copiato la storia dell'episodio da Wikipedia: contiene molti errori importanti

UDINE. Troppi errori. Riferimenti cronologici sbagliati. E così il ministro Sandro Bondi revoca la delibera della Direzione ministeriale per i beni culturali e paesaggistici che dichiara «bene di interesse nazionale» la Malga di Porzûs, il luogo in comune di Attimis diventato il simbolo dell’eccidio dei partigiani cattolici della Brigata Osoppo per mano dei comunisti dei Gap.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, aveva sollevato il caso alcune settimane fa, assieme alla partigiana cattolica Paola Del Din, già presidente dell’Associazione Partigiani Osoppo e medaglia d’oro. I documenti nel percorso da Trieste a Roma hanno modificato la storia, ma le motivazioni che accompagnano la delibera sono state copiate dall’enciclopedia online Wikipedia, riportando errori macroscopici. E così è nata la polemica ed è stata messa all’indice la delibera con molti errori.

Ieri, il ministro dei Beni culturali Bondi ha confermato la volontà di dichiarare la Malga di Porzûs come bene di interesse culturale, aggiungendo che incaricherà uno storico di stendere una nuova relazione piú aderente ai risultati della recente storiografia. Bondi «ha dato disposizione affinché sia revocato il provvedimento della direzione regionale del Friuli Venezia Giulia, in quanto le motivazioni storiche attraverso cui la Malga di Porzûs è stata riconosciuta come bene di interesse culturale non appaiono condivisibili. A Porzûs, infatti, vennero trucidati 18 uomini della formazione Osoppo, formata da cattolici e azionisti, da parte dei partigiani comunisti delle Brigate Garibaldi».

I funzionari regionali hanno steso una relazione, poi quelli ministeriali l’hanno “approfondita” per preparare il decreto che il presidente della Repubblica dovrà firmare per dichiarare Porzûs monumento nazionale. Ma copiando dalla enciclopedia digitale gli impiegati non si sono accorti che vi sono contenuti degli errori nella ricostruzione della strage nei confronti dei partigiani cattolici della Osoppo e perpetrata dai partigiani comunisti della Garibaldi Natisone dal 7 al 20 febbraio ’45.

Nella relazione storica si legge che «l’eccidio di Porzûs (...) fu uno degli episodi più controversi della Resistenza italiana», e che si «colloca in un contesto storico internazionale piuttosto complesso, conseguente alle prospettate suddivisioni di confini (“Zona libera orientale”, “Linea Morgan”) e alle sfere di influenza degli Alleati a seguito degli Accordi di Yalta». Ma la Conferenza di Yalta (tenutasi dal 4 all’11 febbraio) era appena iniziata quando accaddero i fatti di Porzûs.

Inoltre, la “Linea Morgan” venne definita a Belgrado il 9 giugno ’45 (quattro mesi dopo la strage di Porzûs). Il documento ministeriale è supportato da precisi riferimenti: il comando della Osoppo era «accusato di attesismo e intesa col nemico»; eppoi c’era Elda Turchetti, accusata di spionaggio a favore dei tedeschi, consegnata ai partigiani cattolici che l’avevano processata ma assolta; «il casus belli che giustificò l’azione degli uomini di Mario Toffanin», venne definito.

Nelle scorse settimane il sottosegretario Giovanardi aveva spiegato: «A Porzûs c’era un disegno comunista filo-jugoslavo che voleva asservire ampie zone del Friuli alla nascente nazione del maresciallo
Tito. Gli osovani si opposero e per questo vennero assassinati». mentre la medaglia d’oro alla Resistenza Paola Del Din, intervenendo con il sottosegretario, aveva protestato per la ricostruzione dell’eccidio ripostata nel decreto, definendola «una porcheria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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