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Il Tar del Lazio: Villesse-Gorizia, è stata una  gara illegittima

La ditta Cdc ha diritto a un risarcimento di un milione e mezzo di euro

UDINE. La gara per i lavori della Villesse-Gorizia è illegittima. Lo è per il Tar del Lazio che ha accolto il ricorso della Cdc di Modena: la cooperativa di costruzioni, arrivata seconda per il tribunale amministrativo ha diritto a un maxi-risarcimento (previsto dalla legge obiettivo) di un milione e mezzo di euro. Il progetto che si è aggiudicato l’appalto presenterebbe carenze sotto il profilo tecnico. Tutto da rifare? No perché la legge obiettivo del 2001 consente di non fermare i cantieri. La struttura commissariale, difesa dall’avvocatura di Stato, intanto farà ricorso in appello al Consiglio di Stato.

La vicenda. Alla gara per la trasformazione del raccordo Villesse-Gorizia in autostrada, hanno partecipato 11 imprese (in alcuni casi cordate) e ad aggiudicarsi i lavori è stata la Icop di Udine, capofila di una associazione temporanea d’impresa insieme a Friulana Bitumi e la Tomat di Udine, la Valle Costruzioni di Enemonzo e la Sioss di Gorizia. Seconda in graduatoria è arrivata la Cdc di Modena, l’unica, delle sei concorrenti che hanno fatto richiesta di accesso agli atti, a presentare ricorso al Tar del Lazio (la stazione appaltante è il Commissario della terza corsia che è istituito da un’ordinanza della Presidenza del Consiglio).

Il ricorso. La Cdc ha deciso di rivolgersi al tribunale amministrativo sostenendo una non rispondenza tra il giudizio tecnico assegnato dalla commissione di gara – presieduta dal Rup della terza corsia Enrico Razzini e formata da altri due ingegneri di Autovie – e il valore del progetto vincitore. In particolare la Cdc ha attaccato la parte relativa a una delle due opere d’arte (l’altra è il nuovo casello) studiate dalla Icop: i ponti sull’Isonzo. Ad essere contestata (il progetto a differenza di quello dei concorrenti prevedeva l’abbattimento e la ricostruzione solo su un versante della carreggiata) è la fattura del ponte, il fatto che le travi portanti del manufatto siano state realizzate nella parte superiore del ponte. Questo elemento, secondo i ricorrenti, metterebbe a rischio la sicurezza stradale e quindi l’opera. In sostanza in caso di incidente le travi potrebbero essere danneggiate e far crollare il manufatto. Il ricorso prevedeva poi una serie di osservazioni sulle barriere e su elementi minori.

Il Tar. Il tribunale ha nominato un consulente tecnico (un docente universitario di tecnica delle infrastrutture) che avrebbe confermato la tesi dell’accusa accogliendo il ricorso e intimando alla struttura commissariale di risarcire l’impresa Cdc o di annullare la gara. Le motivazioni della sentenza, che spiegheranno nel merito la decisione della giustizia amministrativa, non sono state ancora depositate.

La sentenza. La sentenza è destinata a fare scuola (sarà una sentenza pilota) perché è la prima che prevede l’applicazione – come stabilito da legge obiettivo – del ristorno all’azienda che si è vista illegittimamente superare in graduatoria. La cifra prevista supera il milione e mezzo di euro.
Il commissario. La struttura commissariale, difesa dall’avvocatura dello Stato, è pronta a fare ricorso in appello al Consiglio di Stato. «La cosa importante oggi è che i lavori, come prevede la legge obiettivo – precisa il vicecommissario Riccardo Riccardi – potranno proseguire. La sentenza non blocca il cantiere». Esclusa quindi l’ipotesi di annullare la gara anche perché questo comporterebbe, oltre a ritardi nell’opera, un contenzioso con l’impresa vincitrice.

L’iter. Il progetto esecutivo dell’opera, intanto, è stato validato dal comitato tecnico scientifico della terza corsia - di cui fanno parte Giancarlo Fatteschi (presidente), Armando Mammino, Stefano Angelini, Diego De Caneva (tutti ingegneri), Guglielmo Berlasso, Fausto de Santis, Roberto Cecchi, Stellio Vatta – ma deve ancora passare il via libera del consiglio di amministrazione di Autovie Venete ed essere approvato dal commissario. Resta da capire se la sentenza, al di là degli effetti pecuniari, andrà comunque ad incidere su modifiche al progetto che si è aggiudicato la gara.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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