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Autostrada Villesse-Gorizia: commissario e cordata pronti a presentare ricorso

I ricorsi al consiglio di Stato saranno due. Non solo il  commissario farà appello alla sentenza del Tar che accoglie il ricorso della Cdc arrivata seconda nella gara per la Villesse Gorizia, ma anche la Icop, capofila di una cordata di cinque imprese friulane.

UDINE. I ricorsi al consiglio di Stato saranno due. Non solo la struttura commissariale farà appello alla sentenza del Tar che accoglie il ricorso della Cdc arrivata seconda nella gara per la Villesse Gorizia, ma anche la Icop (capofila di una cordata di cinque imprese friulane che hanno vinto l’appalto) è pronta a dare battaglia in Consiglio di Stato. «Siamo sicuri di aver fatto le cose più che bene» dice Pietro Petrucco, titolare della società. Ma il consulente tecnico della Cdc, il professore di Tecnica delle Costruzioni della Facoltà di Architettura di Venezia, Enzo Siviero, spiega: «Il ponte non è sicuro: per renderlo tale serve una variante progettuale che preveda un allargamento della carreggiata e un maggior onere. Non so se questo sia compatibile con la procedura di gara».

Se il consiglio di Stato confermasse il Tar (che prevede tra l’altro l’annullamento degli atti di gara), Cdc otterrebbe un indennizzo di 1,6 milioni di euro. Il consulente del Tar del Lazio, Antonio Musso, ordinario alla Facoltà di ingegneria della Sapienza di Roma, ha accolto buona parte delle eccezioni sollevate da Siviero. «Il progetto che ha vinto prevede, per il ponte sull’Isonzo, l’utilizzo delle barriere a profilo redirettivo – spiega Siviero - che normalmente vengono utilizzate nelle gallerie dove c’è però un muro a fare da struttura portante. Nel progetto contestato, invece, manca, potremmo dire, la sponda» e in più le travi portanti del ponte sono nella parte superiore. Tutto questo rende le barriere «pericolose sotto il profilo della sicurezza». Come spiega l’esperto, ipotizzando che si verifichi un incidente con un mezzo pesante, «se un camion le urtasse le barriere non assorbirebbero l’urto».

Secondo Siviero perché il manufatto garantisca adeguati standard di sicurezza «va introdotto il guard rail al posto delle barriere e per fare questo bisogna allargare la carreggiata di uno o due metri per parte». Tutto questo, però, comporterebbe delle varianti che modificherebbero le condizioni progettuali e quindi altererebbero la gara. «Alcune migliorie credo possano essere fatte, ma bisogna capire in che termini senza che ci siano modifiche al progetto». Ma secondo la Icop, la società che ha vinto la gara insieme a Friulana Bitumi e la Tomat di Udine, la Valle Costruzioni di Enemonzo e la Sioss di Gorizia, il progetto non va modificato. A giustificarne la bontà – oltre alla firma di Giuseppe Matildi, uno dei massimi esperti italiani in materia di ponti – ci sarebbe, infatti, la validazione del progetto esecutivo – «che non è stato in alcun modo cambiato» conferma Petrucco.

Il progetto esecutivo non è ancora stato approvato dal commissario e prima dovrà passare in consiglio di amministrazione di Autovie Venete. A tal proposito il consigliere regionale di Sinistra ecologia e libertà, Stefano Pustetto, ha presentato un’interrogazione per chiedere a Tondo se «in qualità di Commissario per l’emergenza abbia acquisito i pareri della Società Autovie Venete Spa inerenti a tutti i progetti relativi alla realizzazione della terza corsia della Villesse Gorizia in via di realizzazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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