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Centrale elettrica di Somplago,  nuova mobilitazione per salvare il lago

Il progetto dell’Edipower una volta realizzato farebbe alzare il livello di 2,5 metri e comporterebbe un intorbidimento dell’acqua

TRASAGHIS. I Comitati per la difesa del Lago di Cavazzo sono pronti alla mobilitazione popolare, dopo aver raccolto oltre 9 mila firme con una petizione. Ieri, nel corso di una conferenza stampa, non hanno risparmiato critiche a nessuno: a partire dai Comuni di Bordano, Cavazzo, Trasaghis e Verzegnis; per continuare con la Regione, i parlamentari e i consiglieri regionali.

All’incontro, svoltosi nella sede della Regione a Udine, c’erano presenti: Franceschino Barazzutti (già sindaco di Cavazzo), Enore Picco, consigliere regionale ed ex primo cittadino di Bordano, assieme Dino Rabassi già sindaco di Trasaghis, con loro anche altri esperti e componenti del Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago e della sua valle, e il Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento.

È stato Barazzutti a illustrare cosa ha spinto i Comitati a mantenere alta l’attenzione sul problema, che riguarda il progetto dell’Edipower per il potenziamento della centrale di Somplago, mediante il pompaggio nel bacino di carico di Verzegnis dell’acqua scaricata ed accumulata nel lago.

«Quando entreranno in funzione le cinque pompe della centrale di pompaggio non vedremo più l’acqua azzurra che caratterizza il lago, ma solo acqua torbida e color caffè latt. In quanto il fango del bacino di Verzegnis scenderà di giorno e viaggerà in senso inverso di notte, con variazioni del livello del lago di circa 2,5 metri - ha sostenuto l’ex sindaco-. È stupefacente vedere come a livello istituzionale ci sia un continuo rimpallo di responsabilità, ma la vittima certa è una sola: il lago. Il presidente della Regione, Renzo Tondo, fa come “Ponzio Pilato” e ha atteso che a decidere fosse il ministro dell’Ambiente, per poi incolpare i Comuni. L’assessore De Anna non può dire che non ci sono i soldi per un ulteriore studio, con la realizzazione del modello idrodinamico tridimensionale, quando la normativa regionale impone che sia il proponente il progetto a sostenere le spese: quindi Edipower».

I Comitati ne hanno per tutti. Con i Comuni che, con le deliberazioni di pareri positivi al progetto, hanno anteposto le promesse “compensazioni” avanzando poi una tardiva richiesta per l’inracico a un gruppo di specialisti per la verifica dell’elaborato presentato da Edipower. Ma a detta dei promotori dell’iniziativa anche la Regione avrebbe mantenuto un attegiamento dilazionatorio e “pilatesco”, lasciando che a decidere fossero altri, e lasciando da soli i sindaci.

Ma ad essere presi di mira sono anche i parlamentari, che non avrebbero chiarito quale è la loro posizione sul progetto, ma anche le segreterie dei partiti non si sarebbero espresse. Pertanto i Comitati chiedono alla Serracchiani, Fontanini, Compagnon, Gottardo, Franzil e Monai di uscire allo scoperto e dire cosa ne pensano. «Siamo pronti a fare un fronte unico con i Comuni - ha concluso
Barazzutti-, per una forte e diffusa mobilitazione popolare, che annunceremo nei dettagli prossimamente. Vogliamo costringere la Regione ad affidare a specialisti terzi lo studio del progetto e delle alternative, nonchè il relativo modello in scala che consenta a tutti di verificare la verità».

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