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MALTEMPO
Il Friuli chiede lo stato di calamità

Decine i Comuni interessati. Agricoltura e molte aziende in ginocchio. L’assessore Riccardi: "Abbiamo stanziato 500 mila euro, ma non bastano". Si aspettano le relazioni dei sindaci sui danni. Mercoledì la giunta farà il punto

UDINE. La Regione chiederà al governo lo stato di calamità per le zone colpite dalla sfuriata di maltempo nella notte tra venerdì e sabato. Ad annunciarlo è l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, che in queste ore sta ancora raccogliendo la stima dei danni e che già sabato aveva dichiarato lo stato di emergenza. Mercoledì terrà una relazione alla giunta regionale per ragguagliarla sui danni e sugli interventi necessari da subito.

«La ricognizione – precisa lo stesso assessore – è scattata immediatamente già venerdì sera. L'intervento più consistente ha riguardato la statale 352, la Palmanova-Udine, riaperta al traffico vero le 4 del mattino. I danni sono ingenti, anche perché hanno interessato, in modo sia pure diversificato, 35 Comuni quasi tutti nella provincia di Udine. La zona più colpita va da Codroipo a Manzano». Lo stesso Riccardi precisa subito che ci vorrà del tempo per conoscere la vera entità dei danni. Mercoledì si riunirà la giunta regionale. In quella sede l'assessore terrà una dettaglia relazione in base alla documentazione che i sindaci interessato gli faranno pervenire. Tuttavia, non crede che sarà ancora in grado di avere cifre esatte.

Per il momento la Regione ha decretato lo Stato di emergenza e ha stanziato 500 mila euro destinato agli interventi più urgenti. Ma è evidente che si tratta di una cifra assolutamente irrisoria rispetto all’entità dei danni causati dal fortunale che che ha colpito una zona molto vasta. Da qui – sempre secondo Riccardi – la necessità di chiedere a Roma lo Stato di calamità. «Questo – sottolinea – ci consentirebbe sia di attingere a eventuali, ulteriori finanziamenti sia a ottenere alcune importanti deroghe in termini di procedure dei lavori».

La situazione più preoccupante riguarda il settore agricolo, dove intere colture sono state letteralmente compromesse. Le associazioni degli agricoltori sono al lavoro e nei prossimi giorni faranno sapere l’entità delle perdite. E non va meglio in molte attività produttive artigianali e industriali. «Lo ripeto – conclude Riccardi – i danni sono notevolissimi e non ancora stimabili». Questo l’elenco dei 35 Comuni che hanno subìto danni: Dolegna del Collio, Aiello, Forgaria, Azzano Decimo, Basiliano, Bicinicco, Buttrio, Caneva, Castions di Strada, Chiusaforte, Chiopris, Codroipo, Corno di Rosazzo, Frisanco, Gonars, Lestizza, Manzano, Morsano al Tagliamento,
Mortegliano, Muzzana, Palmanova, Pasian di Prato, Pavia di Udine, Pozzuolo, Rivignano, Roveredo in Piano, San Giovanni al Natisone, San Lorenzo Isontino, San Vito al Tagliamento, Santa Maria la Longa, Talmassons, Tramonti di Sotto, Udine, Varmo e Visco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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