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È morto suicida Ramon Berloso, aveva ucciso due prostitute

Era riuscito a eludere la sorveglianza delle guardie carcerarie

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UDINE. Ramon Berloso, il goriziano di 35 anni, che aveva confessato l'omicidio di due prostitute, è morto nella notte all'ospedale di Udine dov'era stato ricoverato dopo un tentativo di suicidio in carcere. La notizia è stata confermata dai carabinieri del Nucleo radiomobile del capoluogo friulano. La direzione sanitaria ha comunicato che «non ci sono le condizioni per l'espianto degli organi» al quale la madre del pluriomicida non si era opposta.

Berloso, pur sorvegliato a vista, era riuscito a eludere la sorveglianza e aveva tentato di suicidarsi in carcere, a Udine, la notte del 4 agosto durante il cambio della guardia. Prima aveva scritto delle lettere alle “sue” donne. Mentre avveniva il cambio della guardia, Ramon è salito sullo sgabellino di plastica, ha arrotolato le lenzuola, passandole poi sul cardine della finestra e creando il cappio. Quindi ha dato un calcio allo sgabello lasciandosi cadere.

Dopo pochissimo tempo il nuovo agente entrato in turno si è accorto del fatto e ha dato l'allarme. In carcere sono arrivati i sanitari del 118 che hanno trasportato Ramon all’ospedale, dove in un primo momento era stata giudicato non in pericolo di vita.

La mattina dopo gli inquirenti hanno effettuato un sopralluogo nella cella assieme al direttore del carcere. Sono state trovate le lettere che Berloso era stato visto scrivere: una per la figlia di 6 anni, una per la madre, la terza (in lingua portoghese) per la donna che forse doveva raggiungere quando, una volta scoperto e braccato dagli inquirenti, ha tentato una disperata fuga.

All'ospedale era stato accolto in terapia intensiva e sottoposto a trattamento farmacologico nel tentativo di ridurre i guasti dell'ipossia al cervello causata dal tentativo di suicidio. Le sue condizioni sono poi peggiorate e nei giorni scorsi i sanitari avevano già dichiarato la morte celebrale del ragazzo.

Il giovane - reo confesso degli omicidi di Ilenia Vecchiato, 28 anni, di Mestre, e della romena Diana Alexiu, di 24 - era stato catturato a Padova la mattina del 20 luglio dopo una gigantesca caccia all'uomo cominciata la sera prima ad Aiello del Friuli, dove Berloso viveva con l'anziana madre.

Subito dopo l'arresto il giovane aveva confessato l'omicidio delle due donne, prima stordite con una spranga
di ferro e poi finite con un dardo di balestra al capo. Berloso pochi giorni dopo aveva condotto i carabinieri sul luogo dove aveva sepolto le due ragazze, una zona impervia sotto il ponte sul Torre tra Aiello del Friuli e Campolongo al Torre, sempre in provincia di Udine, nella Bassa Friulana.

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