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«È DA UN ANNO CHE VOLEVO FARMI DA PARTE»

Agostinis non mette
ancora la parola fine

«La pallacanestro Gorizia non è un dono divino, se qualcuno ci tiene può salvarla»

Sembrava di assistere al remake della stagione scorsa, con la squadra allestita in fretta e furia a pochi giorni dal via, invece stavolta è arrivata la rinuncia: la Nuova pallacanestro Gorizia si fa da parte, riservandosi di tenere aperto uno spiraglio per un miracolo che a questo punto, però, appare molto improbabile.

La società del presidente Enrico Agostinis non ha ancora formalizzato il proprio ritiro dal torneo di C dilettanti alla Fip, ma con tutta probabilità lo farà entro la giornata di domani, a quindici giorni dall’inizio del campionato: dovesse attendere oltre, la sanzione per la rinuncia (si parla di oltre diecimila euro) s’inasprirebbe.

«Magari c’è qualcuno che non è stato interpellato e si fa vivo adesso con un segnale forte – afferma Agostinis –: spero di essere sorpreso all’ultimo momento, ricordando come andarono le cose quando fummo noi a subentrare a Paniccia. In fondo, se qualcuno ha interesse può manifestarlo anche in tempi ristretti».

Viene spontaneo chiedersi come mai, pur navigando da mesi in acque agitate, si sia atteso l’ultimo momento per farsi da parte: «In realtà è passato più di un anno da quando ho dichiarato che non intendevo più farmi carico della situazione – prosegue il presidente – e nonostante tutto ho coinvolto tutti i possibili interlocutori, compreso il sindaco.

Bisogna capire che il basket a Gorizia non è un dono divino, ma una pianta che va innaffiata insieme: io e i miei collaboratori abbiamo la coscienza a posto, non ci siamo risparmiati, ma è stata una marcia nel deserto».

Un accusa che viene mossa da più parti alla Npg è di aver trascurato il settore giovanile: negli ultimi anni si è spesso ricorso al prestito di squadre da altre società per ottemperare al regolamento, ma non per darsi un futuro.

Agostinis spiega: «Abbiamo allacciato collaborazioni con numerose società, anche di fuori provincia, non è necessario avere i cartellini dei ragazzi per fare settore giovanile: si è scelta un’altra forma anche per non creare campanilismi o sovrapposizioni con altre società cittadine con cui c’è un rapporto ottimo, vedi Ardita».

La forma di collaborazione a cui fa riferimento Agostinis è destinata a proseguire: la Npg rinuncia al campionato di C dilettanti, ma non chiude del tutto.

«La situazione critica riguarda il torneo alle porte, per vari fattori: l’aumento dei costi dei cartellini voluto dalla Fip, i problemi legati al palasport. Non chiudiamo, ma ci riposizioniamo: se un domani ci sarà un programma condiviso, potremmo rimetterci in gioco».

Si chiude quindi nel modo più triste la parabola discendente della Npg: in otto stagioni abbiamo assistito a cinque anni di stenti in B1, con salvezze raggiunte all’ultimo respiro, due retrocessioni in B2 (una sanata dal ripescaggio) e una retrocessione in C1.

Nell’estate 2009 il canto del cigno: squadra allestita a due settimane dal via, poi la salvezza raggiunta a tre gare dalla fine. A fine
aprile la società dichiara convinta: «Non ci sarà un’altra estate piena d’incognite come quella scorsa: se decideremo di andare avanti, l’ossatura della squadra dev’essere pronta a fine maggio-inizio giugno».

Poi la solita telenovela estiva, stavolta con finale decisamente amaro.

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