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Setta decapitava animali in Friuli per battezzare i bambini col sangue

Denunciati per uccisione violenta di animali un uomo di 46 anni d’origine sudamericana e un imprenditore di 35. Sono seguaci di un culto pagano chiamato “Yoruba”. Agghiacciante il materiale fotografico sequestrato nelle abitazioni dei due

UDINE. Decapitavano gli animali e con il sangue battezzavano anche i bambini. Stiamo parlando dei seguaci del culto pagano chiamato “Yoruba”: il “sacerdote”, un sudamericano di 46 anni da diverso tempo residente a Majano, e un 35enne di Santa Maria di Sala (Venezia), che fino a qualche mese fa abitava a San Daniele del Friuli nella zona dove sono state trovate le carcasse dei cani, delle capre e dei volatili uccisi barbaramente. I due sono stati denunciati per l’ipotesi di reato di uccisione violenta di animali. Agivano tra Dignano, Majano e Ragogna.

Agghiacciante il materiale fotografico sequestrato nelle abitazioni dei due denunciati dagli agenti della squadra mobile, coordinati da Ezio Gaetano e dal sostituto procuratore Marco Panzeri. Gli animali venivano decapitati per far colare il loro sangue sulla testa degli “iniziati”. Il Sandanielese, infatti, da novembre al maggio scorso, era diventato meta di decine di adepti provenienti da tutta Italia e anche dalla Spagna. Questo lo scenario emerso dall’operazione “Santeria” illustrata nella conferenza stampa in questura a Udine.

Tutto è cominciato lo scorso novembre quando vicino all’ex discarica di Dignano la polizia municipale di San Daniele, coordinata dal comandante Leonardo Zucchiatti, ha rinvenuto 4 cani, 3 boxer e un rottweiler con la testa decapitata. Accertato che si trattava di animali sani e che, al momento della decapitazione, non gli era stato somministrato alcun sedativo, sono cominciate le indagini.

La svolta a inizio anno quando alla stazione della Forestale di Coseano giunge una segnalazione: «Due persone, in piena campagna a Majano, hanno scaricato da un furgone la carcassa di un animale». I testimoni non sono riusciti ad annotare la targa, ma hanno notato che sul furgone era annodato un fiocco rosa. Questo particolare ha indirizzato la polizia in anagrafe per risalire alle persone che nell’ultimo periodo erano diventate genitori. Tra questi il 35enne che, però, da San Daniele si era già trasferito in Veneto.

Mentre la polizia indaga non mancano nuovi rinvenimenti: una capra, due germani reali e diversi piccioni decapitati a Ragogna; una capra e una gallina senza testa a Majano, nella frazione di San Tomaso.

Uno scenario terribile, lo stesso che è emerso nel corso delle perquisizioni effettuate dalla Squadra mobile nell’abitazione del 35enne, in Veneto. Qui sono state trovate diverse fotografie raffiguranti non solo gli animali decapitati, ma anche i riti che i seguaci facevano in Friuli, all’interno delle loro abitazioni, con una decina di persone. Tra le fotografie anche quella del battesimo della bambina, la figlia del 35enne denunciato, con il sangue che sgorga dal collo di una capra.

In una delle fotografie sequestrata a Santa Maria di Sala è raffigurato pure il “sacerdote” sudamericano al quale, nei giorni successivi, è stata perquisita l’abitazione. I due, appellandosi
alla libertà di culto, hanno ammesso di praticare la religione “Yoruba” che prevede il sacrificio degli animali. A loro sono riconducibili quasi tutti i ritrovamenti degli animali decapitati tranne quello dei cani. Ora rischiano da 3 a 18 mesi di carcere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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