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I sindaci: è una battaglia di tutta la montagna

«Basta campanili, siamo tutti coinvolti. Il nostro no è definitivo, non si tratta più»

CERCIVENTO. Tanta gente comune e rappresentanze di movimenti e comitati anche da fuori Carnia. Ieri c’erano i presenti dei sindaci di Cercivento e Paluzza, ma anche quelli di Zuglio, Forni Avoltri, Ligosullo, Arta Terme in forma ufficiale con la fascia tricolore, e poi il sindaco di Raveo, comuni quest’ultimi non direttamente interessati dal passaggio dell’elettrodotto.

«Le nuove disposizioni- ha detto Marlino Peresson – di Adria Alpe Energy elimina un elettrodotto nel nostro comune, ma Arta Terme, che per tantissimo tempo ha posseduto Pramosio, intende portare la prorpia solidarietà alla vallata: non ci si può limitare al proprio campanile». Elia Vezzi ribadissce che «come sindaci dell’Alta valle del But abbiamo già espresso la contrarietà all’elettrodotto aereo delle nostre comunità: non ci siederemo ad altri tavoli della trattativa: il nostro “no” è conclusivo».

«Tondo e Cacitti, che ha la delega alla montagna, sbagliano – ha detto Dario De Alti - a non considerare la volontà della gente: la politica non deve imporre scelte dall’alto, che accontentano solo gli industriali, devono pensare al loro territorio». «Siamo in tanti, mancano i soliti - ha detto Franceschino Barazzutti – se i comitati crescono è perché sbaglia la politica e chi la gestisce».

Aldevis Tibaldi, del “Movimento per la vita del Friuli Rurale” ritiene che la «vittoria delle gente del But sarà la vittoria della gente del Friuli, e anche per l’elettrodotto di Redipuglia la Terna dovrà ripensare le proprie posizioni».

Unico rappresentante regionale Enore Picco della Lega Nord: «Non mi assoggetto alle linee provenienti dall’alto: ero e sono contrario all’elettrodotto aereo. Quello che spiace è che passi il ricatto “meno energia: a rischio i posti di lavoro”. Fra pochi anni, se passa il progetto, Fantoni e Pittini licenzieranno tutti, trasferiranno altrove la produzione e qui venderannmo vendendo energia elettrica».

Hannes Guggenberg del Comitato austriaco Pro Gailthal ha assicurato che «da ieri sera (venerdì x chi legge) anche i sindaci della vicina Carinzia hanno preso coscienza del problema e una posizione contraria l’elettrodotto».

Una conferma si è avuta dal sindaco di Dellach Gailtal, Chistine Ploner che ha esortato i partecipanti alla marcia di ieri a sostenere anche le prossime, imminenti manifestazioni di dissenso in Austria.


Intanto, a breve, un’altra massiccia manifestazione è stata annunciata da più voci, questa volta la sede sarà Tolmezzo, per «verificare se veramente la città carnica è la rappresentante di tutte le istanze della gente e del territorio carnico.»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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