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Digitale terrestre tv,  problemi in montagna

Attivi soltanto due ripetitori su 17: difficile la ricezione Rai in diverse zone

TARVISIO. Il giorno del passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale, per i principali comuni di Valcanale e Canal del Ferro, è arrivato. Oggi lo swich-off riguarderà Tarvisio, Malborghetto-Valbruna, Pontebba ed una parte di Chiusaforte. Però non mancano i problemi. Perché dei 17 ripetitori televisivi di proprietà della Comunità Montana di Gemonese, Canal del Ferro e Valcanale, soltanto due sono stati aggiornati con le apparecchiature necessarie alle trasmissioni digitali.

E sono quelli di Gemona e di Patocco, a Chiusaforte. Questo perché la società RaiWay, per ora, ha fornito alla Comunità montana soltanto due kit digitali. E così quando questa mattina sarà staccato definitivamente il segnale analogico, molte famiglie non riusciranno a vedere i canali della Rai.
Dalla Comunità Montana spiegano che la fornitura di questi apparecchi per il digitale spetta a RaiWay, che si era presa l'impegno di mettere a disposizione dell'ente sovra-comunale tutti e diciassette i dispositivi entro il 20 dicembre. Stando ad una convenzione infatti, RaiWay fornirà le strumentazioni, acquistate grazie ad un finanziamento regionale di 700 mila euro, mentre la Comunità Montana si occuperà dell'installazione attraverso ditte locali. Un'operazione di per sé semplice, che non richiede più di un'ora di tempo. Però se la situazione ambientale e meteorologica lo permette: un conto è montare l'apparecchiatura su un ripetitore a Gemona, un conto è farlo sulla cima del monte Florianca, con il freddo e la neve.

Stando alle previsioni della Comunità Montana, finché i dispositivi forniti da RaiWay non saranno installati, non potranno vedere i canali della Rai una ventina di famiglie distribuire tra le località di Plezzut e Rio Freddo nel Comune di Tarvisio, un centinaio di persone nella frazione di Valbruna, in Comune di Malborghetto (qui pare che il ripetitore sarà aggiornato nella giornata di giovedì), una cinquantina di famiglie residenti ad Aupa, a Studena Alta e a Pietratagliata a Pontebba, e decine di persone in Val Raccolana. I primi problemi sono già emersi a Dogna, Moggio e Resia, con la nuova tecnologia che ha reso non visibile Rai Tre in Val Aupa e nel capoluogo di Dogna, lasciando completamente "al buio" Gniva, Uccea, Villanova e Casasola.

Gli amministratori delle due vallate restano alla finestra per capire la portata del disagio, ma non lesinano critiche al sistema per aver atteso l'ultimo giorno utile per cercare di risolvere il problema. Aver aspettato i primi giorni di dicembre per avviare l'installazione delle apparecchiature sul tralicci della Comunità Montana, per alcuni primi cittadini è sinonimo di disorganizzazione,
da imputare non alla Comunità Montana, che in questi mesi ha cercato le soluzioni possibili, ma alla Rai. Da Malborghetto a Pontebba, passando per Tarvisio, si attende lo swich-off per capire come agire. E non manca chi parla già di non rinnovare il canone Rai.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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