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Avvocato scomparso, continuano le ricerche nel fiume

Ricerche sono state avviate

ieri dalle 17 a Pinzano lungo il fiume Tagliamento, dopo il ritrovamento dell’auto dell’avvocato Ilaria Polano, 36 anni. Il veicolo, una Opel Meriva, è stato abbandonato col motore acceso all’altezza del ponte sul fiume. Dentro sono state rinvenute due lettere lasciate dalla professionista
SAN DANIELE. L’avvocato Ilaria Polano non si trova. Alle 16 di ieri, l’oscurità ha interrotto le ricerche, iniziatesi martedì pomeriggio dal ponte di Pinzano al Tagliamento, dove è stata rinvenuta l’auto della 36enne friulana.

Più i chilometri di sponde e argini perlustrati si allungano, meno consistenti si fanno le speranze di un lieto fine. E se di Ilaria Polano non si hanno informazioni da martedì, quelle da lei lasciate nelle due lettere rinvenute in auto sono - purtroppo - tanto inequivocabili, quanto drammatiche. Secondo quanto si è saputo, quanto scritto nei due fogli non lascerebbe dubbi sulle sue intenzioni. In uno, destinato alle forze dell’ordine, la giovane legale (che esercitava a Udine e a Pordenone) ha specificato che quella era la sua vettura e che le sue intenzioni erano quelle di farla finita gettandosi dal ponte. Nell’altro, sigillato in una busta e indirizzato ai familiari, ha spiegato i perché della sua resa di fronte alla vita. Un senso di impotenza determinato non da un singolo elemento scatenante, ma dal non riconoscersi e dal non riuscire ad affrontare metodi, ritmi e obiettivi che la società attuale impone. Pensieri che probabilmente attraversano la mente di ognuno, ma che in quella di Ilaria devono essere passati una, cento, mille volte, fino a scavare una voragine che l’ha inghiottita.

Interrotte alle 23 di martedì, le ricerche dell’avvocato Polano, originaria di San Daniele del Friuli e da qualche tempo residente a Pordenone, sono riprese all’alba di ieri. Sponde, greto, argini e acque del Tagliamento sono stati perlustrati palmo a palmo per chilometri. Le zone più impervie le hanno passate al setaccio i vigili del fuoco di Pordenone, Udine e distaccamenti di entrambe le province. Per una decina di ore, tra il confine pordenonese e quello udinese del fiume si sono avvicendati due squadre fluviali, due terrestri, il nucleo sommozzatori giunto da Trieste. In cielo, l’elicottero alzatosi in volo dalla piazzola dei Vigili del fuoco di Mestre e quello militare dell’Aves Rigel di Casarsa. Per la parte pordenonese, lungo le strade che dalla montagna scendono fino al ponte della Delizia, si sono passati
la voce i carabinieri.

L’area montana è stata affidata ai volontari del Soccorso alpino. Ma di Ilaria nessuna traccia. Alle 16 di ieri, col buio ormai incombente, i soccorritori hanno gettato la spugna. Ma non la speranza di trovarla: domani si ricomincia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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