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Il Friuli piange un altro caduto della Julia

Originario di Oristano, viveva con la moglie sposata pochi mesi fa in Comune di Lusevera In forza all’Ottavo reggimento di Cividale, era alla sua seconda missione

UDINE. La Julia piange un’altra vittima in Afghanistan. Questa volta il dolore lacera il glorioso Reggimento Cividale, quell’8° alpini pluridecorato nella cui sede ieri pomeriggio, in una Cividale avvolta dalla nebbia, è calato il silenzio. Un dolore ancor più forte anche perchè il caporal maggiore Luca Sanna, 32 anni di Oristano, era diventato da alcuni anni un vero e proprio friulano d’adozione e non solo per aver preso casa a Micottis di Lusevera.

Sanna arrivava dalla provincia di Oristano, in particolare da Samugheo un paesino dell’entroterra. Aveva scelto nel 2003 di fare l’alpino non per l’amore per le penne nere o per tradizione di famiglia, ma per la necessità, come lui stesso raccontava agli amici friulani, di divincolarsi da una morsa che attanaglia anche i giovani della Sardegna: la disoccupazione. Eppure ben presto il giovane si era innamorato del corpo degli alpini, ne aveva “sposato” gli ideali, la storia. E dall’amore nei confronti dell’Ottavo Reggimento per inerzia era arrivato quello per il Friuli e la sua gente. Dopo aver vissuto alcuni anni in caserma a Venzone, Luca aveva deciso di cercare casa nelle vicinanze per poter coronare un sogno: sposare la sua Daniela.

E così il caporalmaggiore, completata felicemente altre missioni tra cui una prima in Afghanistan, si era imbattuto in quella piccola frazione di Lusevera, Micottis, un pugno di abitanti alle falde del Gran Monte, proprio di fronte ai Musi. Un posto sperduto, ma affascinante e abbastanza vicino dalla caserma Feruglio di Venzone e con molte analogie con la sua Sardegna, come aveva subito detto ai suoi nuovi paesani diventati nel giro di poche settimane tutti amici. Luca Sanna aveva a tal punto sposato la causa di Micottis da decidere di acquistare una casetta da un sottufficiale dell’esercito. Due anni fa l’affare, poche settimane dopo l’alpino aveva portato per la prima volta a Micottis anche Daniela.

Nell’alta valle del Torre non c’è una persona che in questi due anni non abbia notato la gioia di vivere di quella coppia, la serietà di quel servitore dello Stato che nel tempo libero non perdeva l’occasione di tenersi in forma, ma anche di dedicare molto tempo alle attività della piccola frazione. E se Luca Sanna si era ben integrato a Micottis, la stessa cosa la si può dire di Daniela che, forte del diploma alla scuola alberghiera, aveva trovato lavoro per qualche mese “da Bros” un locale di Nimis. Luca e Daniela, insomma, ormai si sentivano friulani, la loro casa era sempre pronta ad accogliere amici, sia colleghi di lavoro sia persone conosciute in questi primi anni di avventura nell’Alta val del Torre. Prima di partire per il matrimonio in Sardegna la coppia in maggio aveva addirittura invitato tutti i paesani (e non) a una grande festa nella sede del gruppo Ana a Musi, altro minuscolo borgo della valle. Una festa a base di pietanze sarde e naturalmente friulane. E una promessa: «Quando tornerò dall’Afghanistan e dal viaggio di nozze farò un’altra festa» aveva detto.

Niente da fare. L’arrivederci al Friuli è diventato un addio ieri mattina a causa di un “terrorista in divisa”. Eppure Luca di quegli afghani non si fidava. «Abbiamo portato da mangiare ai bambini, ci hanno ringraziato e un attimo dopo ci hanno tirato le pietre», aveva detto il caporalmaggiore ricordando in paese un frammento della precedente
missione.

Ora Micottis piange ricordando quella promessa, mentre una trentina di chilometri più in là a Venzone sotto il Tricolore a mezz’asta gli alpini tremano per quell’altro ragazzo rimasto ferito nell’imboscata, il caporale Luca Barisonzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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