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La moglie dell’alpino ucciso: abbraccio l’intero Friuli

Forte la commozione a Udine e in provincia per la morte del caporalmaggiore della Julia. Le parole rotte dal pianto della vedova: «L’avevo sentito poche ore prima dell’agguato»

UDINE. Ha perso da poche ore l’uomo della sua vita, quel Luca con il quale sognava un’esistenza carica di gioia, eppure ha la forza di dire grazie alla gente che quella giovane famiglia ha adottato a centinaia di chilometri dalla Sardegna. «Grazie a tutto il Friuli, un abbraccio a tutti quelli che lassù ci vogliono bene».

Dice “ci” Daniela Mura perchè è come se parlasse a nome del marito, il caporalmaggiore Luca Sanna ucciso a 32 anni martedì in Afghanistan da alcuni colpi sparati da un terrorista avvicinatosi con l’inganno all’avamposto che gli alpini della Julia stavano presidiando. Dice “ci” perchè forse non s’è ancora resa conto che Luca non c’è più.

E bastano poche parole della giovane donna, parole rotte dalle lacrime, per avere conferma di quanto detto in questi giorni dagli abitanti della piccola frazione di Micottis di Lusevera: quella giovane coppia arrivata dalla Sardegna ormai aveva il Friuli nel cuore. Daniela Mura ieri pomeriggio in aereo assieme ai genitori del caporalmaggiore e altri parenti ha lasciato la Sardegna per Roma dove oggi atterrerà la salma del marito e sarà aperta la camera ardente in attesa dei funerali di domani.

Proviamo a chiamarla al telefono cellulare. Che squilla una, due, tre volte. Dopo il quinto squillo Daniela risponde. «Chi parla?» chiede con voce gentile, ma rotta dall’emozione. E appena la donna sente che dall’altra parte c’è una persona che chiama dal Friuli e che le invia sentimenti di cordoglio e semplici parole di incoraggiamento da quella terra non esita a proseguire la conversazione. «In Friuli abbiamo trovato gente meravigliosa che ci ha voluto bene davvero negli anni in cui abbiamo abitato lassù».

Gli abitanti di Micottis sono rimasti attoniti per la morte dell’alpino, Lusevera ha proclamato tre giorni di lutto cittadino, domenica sarà celebrata in occasione della festa di Sant’Antonio una messa di suffragio dello sfortunato concittadino. La donna in una manciata di parole apprende tutto questo. E lei, che ha appena perso l’uomo della sua vita, ripete quel «grazie per tutto quello che state facendo per noi».

Poi per la prima volta passa al singolare. «La mia vita ora è rovinata», dice con la voce rotta dal pianto. «Mi hanno portato via Luca, il mio amore. L’avevo sentito martedì mattina, solo poche ore prima di quell’agguato».

Improvvisamente alle parole cadenzate, rotte dal pianto, segue una frase detta quasi tutta d’un fiato. «Mi ha detto che stava bene e che là nel deserto la giornata era bellissima. Faceva freddo, ma c’era il sole. Io gli ho risposto che allora si poteva finalmente scaldare». «Così ti riscaldi, così ti riscaldi, gli ho detto», prosegue la donna. Che poi pensa a quello che doveva essere e non è stato. «Luca mi diceva sempre che in aprile saremmo andati in viaggio di
nozze. Dove? Non avevamo ancora deciso, pensavamo a una località di mare».

Inutile chiedere di più. «Io Luca lo voglio ricordare con il sorriso - chiude Daniela - era una grande persona». E in Friuli, a Lusevera, a Micottis l’avevano capito al volo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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