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Udine, le donne con la sveglia scendono di nuovo in piazza

Alle 14, secondo appuntamento in San Giacomo per urlare «basta» alla visione consumistica del corpo femminile e al pensiero maschile improntato sull’ipocrisia

UDINE. Le donne con la sveglia tornano in piazza per difendere la loro dignità. A Udine, l’appuntamento è, alle 14, in piazza San Giacomo, con in mano la sveglia diventata il simbolo del risveglio delle coscienze.

Dopo il successo registrato una settimana fa, le donne di Udine si preparano a urlare un’altra volta «basta». Questa la risposta locale all’appello lanciato da numerose personalità della cultura, della politica e della società italiana per l’affermazione e la tutela della dignità della donna.

Si tratta di una riunione pacifica durante la quale sarà osservato un minuto e mezzo di silenzio, concluso con un grido liberatorio collettivo. Seguirà la lettura dell’appello “Se non ora quando?”.

«L’intento della manifestazione – si legge in una nota – è far capire che i modelli femminili e di rapporto tra i sessi oggi prevalenti, proposti ormai in ogni ambito, hanno superato il livello della decenza, che la varietà delle esperienze di vita delle donne italiane non può essere ridotta a una visione consumistica del corpo femminile, e che coloro che aderiscono non tollerano più un pensiero dominante maschile improntato sull’ipocrisia, sull’acquiescenza al potere, sul narcisismo e la vanità di pochi - uomini – potenti, su una morale rimpicciolita, resa a giorni alterni, basata su misoginia strisciante e su un’indecente autoindulgenza».

Tante le adesioni. Tra queste anche Sinistra ecologia e libertà (Sel). «Sarà una giornata importante – sostiene Roberta Degano del coordinamento di Sel – che vedrà una piazza non di sole donne, ma di uomini e di donne che fanno proprio il grave problema della perdita della dignità umana provocata dal Berlusconismo». Anche il coordinatore cittadino di Sel, Antonio Crialesi, ritiene «non più tollerabile una rappresentazione politica del corpo delle donne come merce e oggetto di scambio sessuale».

All’appello hanno risposto pure il comitato provinciale Arcigay “Nuovi passi” di Udine e Pordenone e l’Arcilesbica del capoluogo friulano: «Saremo presenti alla manifestazioni – assicurano – per dire no a un maschilismo becero di cui è vittima tutta la società civile e non solo le donne. E alle donne, ora dimenticate, ora strumentalizzate, va tutta la nostra solidarietà perché crediamo che il Paese abbia la necessità di un forte richiamo all’etica, alla coerenza e al rispetto della laicità, delle leggi e delle istituzioni».

Oltre alle donne, oggi, alle 15, in piazza San Giacomo ci saranno anche i giovani dell’Italia dei valori (Idv) per difendere la libertà di scelta sulla propria vita. Nella giornata nazionale degli stati
vegetativi, i giovani dell’Idv distribuiranno, infatti, volantini con lo slogan “Sulla mia vita scelgo io”. Il loro obiettivo resta quello di informare sul diritto di rifiutare le cure anche nel caso in cui non si fosse più capaci di intendere e di volere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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