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De Anna è contro il Far East e tanti protestano su Facebook

L’esponente della giunta aveva affermato che non ci sono più fondi per il friulano a causa di altre manifestazioni

UDINE. Su Facebook dilagano gli appelli a difesa del Far East Film Festival. Piena solidarietà da tutto il mondo alla manifestazione del cinema asiatico organizzata dal Cec. Dopo la dichiarazione che l’assessore alla cultura Elio De Anna ha fatto mercoledì pomeriggio agli Stati generali delle lingue minoritarie del Fvg, decine di utenti di Facebook si sono schierati con il Far East. In difesa di una kermesse che ha «importanti risvolti culturali, turistici ed economici per la regione», come si leggi nei commenti lasciati su facebook.

«Dateci una mano». «Fatevi sentire». «Cita dati a casaccio». «Vuole favorire Pordenone». «Allora facciamo solo sagre?». Sono alcune delle tante reazioni fatte dall’assessore alla Cultura Elio De Anna durante gli Stati generali delle lingue minoritarie. L’assessore non ha fatto esplicito riferimento al festival, ma ha fatto capire qual era il suo obiettivo.

Far East.
Mancherebbero i fondi per friulano «anche perché la Regione è impegnata a finanziare altre manifestazione, come una che costa 720 mila euro, finanziata dalla Regione per 394 mila euro» aveva detto De Anna, senza citare il Far East Film festival, ma elencando alcuni cifre che caratterizzano la manifestazione. Di ieri la reazione di tanti visitatori che ogni anno affollano le sale del Visionario durante la manifestazione internazionale che coinvolge la città. Non solo solidarietà, ma anche dati alla mano. Sulla pagina Facebook del festival compare, infatti, anche la tabella con i “dati reali”. Secondo lo schema, gli importi forniti da De Anna sono corretti, ma sbagliata è la percentuale di ritorno degli spettatori in regione, a Festival concluso. Per l’assessore De Anna si tratta di un centinaio di persone. Stando alla tabella, il 70 per cento dei visitatori (e cioè di 50 mila persone) ritorna a Udine e dintorni almeno 3 volte nella vita.

Contratto Rai.
Sono ore decisive per il Contratto di servizio Rai. «C’è ancora la possibilità di inserire le trasmissioni in friulano nei programmi regionali. Bisogna però che tutte le istituzioni e le associazioni interessate si mobilitino. Adesso». A lanciare l’appello è il senatore del Pd Carlo Pegorer che invita tutti e soprattutto il presidente della Provincia Pietro Fontanini ad alzare la voce. Il ministro allo sviluppo economico Paolo Romani dovrebbe aver ricevuto la lettera inviata dall’assessore De Anna, che denuncia la scomparsa delle trasmissioni in friulano dal contratto Rai e che gli chiede un incontro urgente.

L’interrogazione.
Al ministro Romani è arrivato un documento anche dal parlamentare di Italia dei Valori Carlo Monai, primo firmatario con i colleghi deputati Angelo Compagnon (Udc), Alessandro Maran (Pd); Ivano Strizzolo (Pd) e Pierfelice Zazzera (Idv). «Questa azione – dicono i firmatari che si attendono una risposta dal ministro entro due settimane - offende i diritti linguistici delle comunità locali».

La scuola.
La Provincia, dal canto suo, chiede alla Regione risposte precise sull’insegnamento del friulano nelle scuole e in particolare, come fa sapere l’assessore alla cultura Elena Lizzi, sull’approvazione dei regolamenti attuativi della legge 29/2007. Stessa richiesta avanzata dal Comune di Udine per voce di Kristian Franzil.

La Regione. «Entro l’anno 2011/2012 – ha detto l’assessore all’istruzione Roberto Molinaro – saremo in grado
di assicurare almeno un’ora settimanale nelle scuole. Il regolamento attuativo è in via di definizione, per un problema di coordinamento tra Stato e Regione: in uno scenario di riduzione delle ore scolastiche è difficile aggiungere ulteriori insegnamenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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