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Unità d’Italia, i padani a Coseano per ricordare il no al plebiscito

I leghisti friulani si radunano a Coseano che nel 1866 disse no all’unificazione. Al sindaco consegnata una targa che rievoca l’unico rifiuto unanime all’annessione al Regno. Il coordinatore Alessandro Ciani: "I fatti parlano chiaro: 150 anni fa il Friuli non era ancora Italia"

COSEANO. Una targa per ricordare il “no di Coseano” al plebiscito del 1866 e per sottolineare che ieri, in Friuli, non c’era alcun 150enario da festeggiare. I Giovani Padani della provincia di Udine hanno scelto il 17 marzo, festa del Tricolore, per consegnare al sindaco di Coseano Valerio Del Negro una targa commemorativa dei 25 votanti che il 21 e 22 ottobre 1866 dissero no alla neonata Italia. Quella votazione passò alla storia come il “no di Coseano”.

Un no che il movimento giovanile della Lega Nord oggi ripete davanti a chi considera il 17 marzo una sorta di compleanno dell’Italia: «La storia si scrive coi fatti e non con la retorica, come abbiamo ricordato nella targa – spiega Alessandro Ciani, coordinatore provinciale del gruppo –. I fatti parlano chiaro: 150 anni fa il Friuli non era Italia». La consegna della targa è avvenuta davanti al municipio di Coseano intorno alle 12, presenti una cinquantina di Giovani Padani. Il sindaco Del Negro, che era già stato avvertito della consegna, «si è limitato a prenderne atto e ci ha ringraziato. Non ha fatto trasparire nulla: non abbiamo capito se gli ha fatto piacere oppure no», racconta Ciani.

Del resto il sindaco, come ricorda ancora Ciani, si è presentato alle elezioni comunali del 2009 con una lista civica: difficile capire se sostiene o meno le posizioni della Lega Nord. Il primo cittadino del centro in provincia di Udine non ha, però, specificato «dove avrebbe messo la targa, speriamo in Comune. In fondo, quello dei cittadini di Coseano è stato un atto di grande coraggio: nelle votazioni del 1866 le scatole erano due, una per il no e una per il sì, era quindi impossibile mantenere il segreto su cosa si era votato». Nella provincia di Udine, che allora comprendeva anche il territorio dell’attuale provincia di Pordenone, i voti a favore furono 140.988 secondo quanto riporta il saggio Albori di vita politica in Friuli di Tiziano Tessitori. Di “no” ce ne furono 36, 25 dei quali a Coseano che votò contro il plebiscito all’unanimità.

Se la targa ricorda l’episodio, accenna anche in maniera non troppo velata alle polemiche che nei giorni precedenti alla festa del Tricolore hanno contrapposto la Lega Nord al resto del governo. Alessandro Ciani ci tiene a sottolinearlo: l’idea della targa «è venuta al movimento giovanile, il partito non c’entra».

Alla Lega, però, l’iniziativa è piaciuta. E infatti alla consegna della targa erano presenti anche l’assessore regionale all’agricoltura Claudio Violino e il segretario provinciale Matteo Piasente. La manifestazione di Coseano, come precisa un comunicato diffuso dal Carroccio, vuole «solo porre l’attenzione su un avvenimento storico spesso trascurato».

La scelta della data di consegna
non è però casuale: «In questo modo ricordiamo che il 17 marzo 1861 il Friuli ancora non era Italia. Una parte lo divenne con il plebiscito del 1866 e poi il resto nel 1918: quindi oggi (ieri per chi legge) noi non abbiamo proprio nulla da festeggiare», conclude Ciani.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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