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I primi 25 migranti a Lignano

I primi venticinque saranno alloggiati nella struttura della Gestioni Turistiche assistenziali. E lo Ial mette a disposizione le proprie sedi per i minorenni. Nei prossimi giorni, potrebbero arrivare altri stranieri: saranno ospitati a Magnano in Riviera e Aviano

UDINE I primi 25 immigrati saranno alloggiati a Lignano Sabbiadoro, nella struttura della Ge.Tur - Gestioni Turistiche assistenziali -. L'arrivo è previsto per stamattina, quando dal pullman partito ieri dalla Puglia scenderanno i tunisini muniti di «regolare permesso di soggiorno umanitario». Nei prossimi giorni, potrebbero arrivarne altri: tutti minori non accompagnati e inseribili in un processo di formazione.

Per questi ultimi ha dato disponibilità lo Ial nelle sedi di Magnano in Riviera e Aviano. Sono queste la prime destinazioni scelte in Friuli Venezia Giulia dal Prefetto e Commissario di governo, Alessandro Giacchetti, che ieri ha riunito a Trieste l'assessore regionale Luca Ciriani, la Protezione civile, la presidente dell'Upi regionale, Maria Teresa Bassa Poropat, il direttore dell'Istituto regionale per l'addestramento al lavoro, esponenti del privato e sociale attivi nel settore e la Caritas, quest'ultima, particolarmente critica (come riferiamo nell'articolo pubblicato a fianco) nei confronti del piano di intervento. «In questo fine settimana - ha spiegato la Prefettura - saranno 25 gli immigrati trasferiti dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia. I siti sono stati individuati secondo l'idoneità all'immediata fruibilità».

La scelta della Ge.Tur era già stata ipotizzata circa un mese fa, quando la prefettura di Udine aveva chiesto una disponibilità di massima ai vertici della struttura che avevano dato parere favorevole: tra le finalità della Ge.Tur, infatti, c'è anche l'accoglienza a persone in stato di svantaggio, quella che si compie attraverso il cosiddetto "turismo sociale", come accadde nel 1989, quando fu concessa ospitalità a un gruppo di albanesi. Da settimane, però, più nessuna comunicazione aveva raggiunto la cooperativa. Almeno fino a ieri. Quando sono stati il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, e il direttore regionale della Protezione civile, Guglielmo Berlasso, a comunicare al consiglio di amministrazione l'arrivo dei primi venticinque profughi tunisini.

La Ge.Tur gestisce due villaggi turistici, quello di Lignano e quello di Piani di Luzza, ma la scelta è caduta sulla cittadina balneare anche perché la "casa" di Forni Avoltri non è ancora aperta: la stagione è stata chiusa in marzo e ripartirà a maggio. I 25 profughi saranno ospitati in camere da 2 a 6 persone, in base anche alle esigenze familiari, e le stanze individuate sono quelle del personale Ge.Tur, momentaneamente trasferito in spazi di solito riservati agli ospiti. Dichiarazioni ufficiali ieri non sono arrivate, ma trapelano le richieste che sarebbero giunte dalla cooperativa.

Come il periodo di accoglienza, che secondo i desiderata della Ge.Tur dovrebbe essere breve, cioè non più di un mese, vista anche l'imminente apertura della stagione turistica. Un richiesta che la Prefettura avrebbe accolto, senza però specificare i giorni di permanenza dei profughi. L'altra istanza riguarda la sorveglianza, che non sarà a carico della Gestioni Turistiche assistenziali, bensì di prefettura e questura. E che, secondo alcune indicazioni, sarà discreta. Da quanto è dato sapere i venticinque profughi in arrivo stamani
"sognano" di raggiungere la Francia. Nessuno parla, l'unico che si fa "sfuggire" qualcosa è il direttore del villaggio di Lignano, Enrico Cottognoli. «Abbiamo ricevuto un pre-allarme per 25 persone e allestito la struttura, allertato le cucine e preparato gli spazi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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