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No all’elettrodotto,

mozione bipartisan

L’Udc, la Lega e il Pd si rivolgono a Tondo: chieda il progetto interrato. Terna dice no: su quel tratto la soluzione è impossibile

UDINE. La richiesta di affidare a un soggetto terzo, nella fattispecie l’Università di Padova, un approfondimento del progetto dell’elettrodotto Redipuglia – Udine ovest, era una cosa già nota. Ma questa volta la richiesta è trasversale, fatta dal centro – destra e dal centro – sinistra: Udc, Lega Nord e Pd, chiedono, attraverso una mozione diretta a Tondo e alla sua Giunta, una risposta definitiva sul progetto per la realizzazione dell’elettrodotto aereo da 380mila volt. L’ultimo attacco della politica alla rete che, assicura Terna spa, gestore della rete elettrica nazionale, garantirà l’autosufficienza energetica alla regione, arriva in un momento in cui si iniziano a tirare le somme, a livello di iter burocratico.

E così ritornano in campo l’Udc, con i consiglieri regionali, Alessandro Tesolat e Giorgio Venier Romano, la Lega Nord con Ugo De Mattia e Federico Razzini, ma anche l’opposizione, ossia il Pd con Mauro Travanut e Giorgio Brandolin. Alla presenza di alcuni sindaci dei territori interessati (Basiliano, Lestizza, Mortegliano, Pozzuolo, Pavia di Udine, San Vito al Torre), del segretario udinese del Carroccio, Matteo Piasente e del comitato per la vita del Friuli rurale, i consiglieri hanno presentato ieri, nel palazzo della Regione di via Sabbadini, una mozione che impegni il governo regionale ad approfondire l’opportunità di interrare la linea, in tutto o in parte e soprattutto di rivolgersi a un “super consulente” per rivedere il progetto.

Questa mozione, ha spiegato Tesolat, «è stata presentata a fronte di tre fatti nuovi»: il primo riguarda la recente visita a Roma di una delegazione di sindaci che ha incontrato il direttore del ministero dell’Ambiente per sapere a che punto è l’iter autorizzativo. Il secondo, la decisione della Giunta di far interrare alcune parti dell’elettrodotto Würmlach – Somplago. E infine, la richiesta affinché Tondo coinvolga Terna che «non ha mai risposto in maniera soddisfacente sulla possibilità di rivisitare il progetto». Anche secondo Travanut (Pd) «è necessario dimostrare che esistono altri elementi tecnici sui quali è importante discutere».

Dall’altra parte, Terna spa ribadisce la non percorribilità di un progetto di tipo interrato per la «fragilità strutturale della rete elettrica regionale esposta a rischio di sovraccarichi». E sottolinea l’utilizzo nuove tecnologie come tralicci mono stelo e non troncopiramidali, ossia pali che occuperebbero circa 5/6 metri

quadrati di basamento, contro i 200/250 dei tradizionali piloni con base triangolare. E infine, ricorda «l’interramento di circa 13 chilometri di altre linee a tensioni inferiori» e l’abbattimento di 110 chilometri di vecchie linee che oggi attraversano 30 comuni del territorio friulano.

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