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sentenza civile

«Caso Bidoli, il notaio Frattasio agì correttamente»

Lo avevano accusato di “responsabilità professionale”, per avere redatto l’atto di compravendita di un immobile gravato da ipoteca. E, per questo, avevano preteso un risarcimento danni di oltre 46...

Lo avevano accusato di “responsabilità professionale”, per avere redatto l’atto di compravendita di un immobile gravato da ipoteca. E, per questo, avevano preteso un risarcimento danni di oltre 46 mila euro. Richiesta che il giudice del tribunale di Udine, Paolo Petoello, ha rigettato con sentenza del 12 maggio, definendo la domanda «palesemente infondata». Si è chiusa così la causa civile avviata dai coniugi Servilio Treu e Orietta Moro, ritrovatasi senza casa - un appartamento del condominio “Le magnolie” acquistato in regime di edilizia convenzionata - dopo il fallimento della ditta Bidoli, contro il notaio udinese Antonio Frattasio. Accogliendo i motivi addotti dal difensore del professionista, avvocato Guido Jesu, la sentenza ha evidenziato come gli acquirenti fossero a conoscenza dell’esistenza dell’ipoteca bancaria gravante sull’immobile, per esserne stati adeguatamente informati dallo stesso notaio, che aveva eseguito le preventive visure catastali e dato esplicitamente atto, nel rogito, del gravame ipotecario che il costruttore, in apposita clausola del contratto di compravendita, si impegnava a estinguere entro breve termine. «Oltre a riconoscere l’assoluta correttezza del notaio - ha concluso il legale -, il tribunale ha rilevato come, proprio grazie alla scrupolosità del notaio, la coppia abbia evitato sia la perdita dell’acconto versato, sia l’azione revocatoria da parte della curatela fallimentare».

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