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Concorso dei vigili truccato,
tre arresti in altrettante città

Ai domiciliari il comandante di Sacile Cancian, quello di San Daniele Zucchetti e a Pordenone il maresciallo Francesco D’Angelo.

PORDENONE. Concorso in rivelazione di segreto d’ufficio aggravato: è questa l’ipotesi di accusa che ha provocato un terremoto nella polizia municipale. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pordenone Patrizia Botteri, su richiesta dei pubblici ministeri Federico Facchin e Piera De Stefani, ha disposto la custodia cautelare ai domiciliari per il comandante della polizia municipale di Sacile Luigino Cancian, 48 anni, di Porcia, per l’omologo di San Daniele del Friuli, Leonardo Zucchiatti, 50 anni, residente a Fagagna, e per il sottufficiale della Municipale di Pordenone Francesco D’Angelo, 66 anni, residente in città. Il provvedimento è stato notificato ieri alle 8 dai carabinieri del Nucleo investigativo provinciale, guidato dal colonnello Walter Rossaro, dopo due mesi di indagine. Cancian si trovava nel suo ufficio, al comando di Sacile; Zucchiatti ad un torneo di calcio a Chianciano Terme; D’Angelo stava uscendo di casa, l’ultimo giorno di ferie, a Pordenone. Dopo le formalità in caserma, i tre pubblici ufficiali sono stati posti agli arresti domiciliari.

L’attività investigativa era partita due mesi fa quando da più parti si erano levati sospetti di forti condizionamenti e favoritismi nelle prove del concorso indetto dal Comune di Porcia il 22 marzo scorso (e conclusosi il 14 giugno) per la copertura di un posto di agente di polizia municipale nell’Aster Porcia, Brugnera e Caneva, con sede lavorativa in quest’ultimo comune. La graduatoria, però, ora sospesa, avrebbe potuto essere utilizzata da altri enti locali della regione e del Veneto per la copertura di posti vacanti. Denunciati a piede libero, per la stessa ipotesi di reato due aspiranti vigili, ovvero Alessandro Furlan, 39 anni, di Oderzo, e Stefano Lipizer, 29 anni, di Moruzzo: avrebbero cercato ed ottenuto «precise indicazioni» sulle prove d’esame.

Secondo la tesi della procura, ricostruita in 7 pagine di ordinanza del gip, Cancian, componente della commissione esaminatrice avrebbe raccolto le “raccomandazioni” e fornito di volta in volta le tracce delle prove scritte e orali ai due candidati indagati attraverso gli sponsor degli stessi, ovvero Zucchiatti e D’Angelo, quest’ultimo zio di Furlan. Lipizer aveva superato il concorso classificandosi al sesto posto mentre Furlan, nonostante gli “interventi” a suo sostegno specie nella prova orale non aveva superato la selezione.

I pubblici

ufficiali e i due concorrenti erano stati raggiunti da un avviso di garanzia il 18 giugno scorso contestualmente alla perquisizione domiciliare e in ufficio che aveva portato al sequestro di documenti e pc già visionati dal consultente tecnico d’ufficio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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