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Vigili, incontro sospetto
alla tappa del Giro d’Italia

Concorso truccato, sotto la lente un colloquio avvenuto tra Cancian e Zucchiatti. Dopo gli avvisi di garanzia, gli indagati hanno tentato di “discolparsi” a vicenda.

PORDENONE. Avrebbero cercato di condizionarsi l’uno con l’altro Luigino Cancian, Francesco D’Angelo e Leonardo Zucchiatti: una volta ricevuto l’avviso di garanzia, il 19 giugno scorso, i tre pubblici ufficiali avrebbero tentato di “aggiustare” il pasticcio per fornire agli inquirenti una versione univoca dei fatti sostenendo di non essersi mai visti né frequentati.

Da qui la decisione della procura di accelerare l’iter d’indagine e chiedere al gip la custodia cautelare ai domiciliari per pericolo di inquinamento delle prove. I tre non si sarebbero mai visti contemporaneamente, D’Angelo e Zucchiatti molto probabilmente neppure si conoscevano. Entrambi, però, avrebbero fatto riferimento al comandante della polizia municipale di Sacile per sponsorizzare il proprio candidato a un posto di agente a Caneva e comunque per la graduatoria del concorso alla quale avrebbero potuto attingere tutti i Comuni del Friuli Venezia Giulia e del Veneto i prossimi tre anni. In particolare, in una occasione Cancian e Zucchiatti si sarebbero incontrati durante una tappa del Giro d’Italia in Friuli; il contatto tra Cancian e D’Angelo, invece, sarebbe stato più agevole, vista la breve distanza tra Sacile e Pordenone.

I difensori degli indagati – gli avvocati Paolo Dell’Agnolo, Antonio Pedicini e Bruno Simeoni – hanno chiesto di potere accedere agli atti d’indagine dal momento che finora hanno avuto a disposizione solo l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari: si tratta di molti documenti, «prove schiaccianti» a quanto pare, tra intercettazioni telefoniche e ambientali, fotogrammi, relazioni di appostamenti, verbali di concorso. E questo in vista degli interrogatori di garanzia fissati per martedì mattina davanti al giudice per le indagini preliminari Patrizia Botteri (pubblici ministeri Federico Facchin e Piera De Stefani). In quella sede i legali chiederanno la revoca della misura cautelare, in alternativa si dicono pronti a ricorrere al tribunale del Riesame.

Nel frattempo l’indagine, «approfondita e puntuale», va avanti e i carabinieri del Roni, guidati dal colonnello Walter Rossaro, contano di chiudere il cerchio a breve termine. Dopo un giorno di pausa, quello di oggi, da domani riprenderà l’esame dei documenti e dei file dei pc sequestrati: non è escluso che vengano sentiti alcuni concorrenti all’esame contestato e gli altri due componenti la commissione esaminatrice (estranei alla vicenda) con Luigino Cancian, ovvero il segretario comunale di Porcia Daniela Nadalin e il comandante della polizia municipale di Pordenone Arrigo Buranel.

Non sono stati sentiti ancora, infine, i due indagati a piede libero: Alessandro Furlan, 39 anni, di Oderzo, concorrente escluso dal concorso dopo gli scritti e sponsorizzato, secondo la procura, dallo zio D’Angelo, e Stefano Lipizer, 29 anni, di Moruzzo, “sponsorizzato” dal comandante

della polizia municipale di San Daniele. L’ipotesi di reato contestata è di rivelazione di segreto d’ufficio, aggravata dal fatto di essere pubblici ufficiali solo per i tre in custodia domiciliare; concorso esterno, invece, per i due aspiranti vigili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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