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Trapianti, friulani
primi nel mondo

Il centro regionale di Udine ha effettuato già 62 interventi nel 2011. La soddisfazione dell’Ado che conta 60 mila iscritti.

UDINE. Primi al mondo nella donazione degli organi. Il traguardo conseguito dai friulani, stando ai dati forniti dalla Nord Italia Transplant (Nitp), è certamente di quelli capaci di veicolare una bandiera, quella della Patrie dal Friûl, nel nome della generosità più schietta.

Nel primo semestre del 2011 i numeri relativi all’attività del Centro regionale trapianti di Udine hanno fatto dunque segnare un nuovo record, portando a 40.5 il numero di donatori utilizzati per milione di abitanti (pmp), risultato di un trend in continua crescita che ha contraddistinto l’ultimo quinquennio (nel 2007 erano 28.9).

Dati rilevanti, soprattutto se comparati non solo alle altre regioni italiane (23.5 in Liguria, 23 in Lombardia, 25.6 nelle Marche, 21.2 nel Veneto), ma anche a livello internazionale. Basta accostarli a quelli di nazioni come la Spagna cui abbiamo tolto il primato (34), a quelli degli Stati Uniti (26.3) o alla media dell’Unione europea (18.1).

«Siamo talmente soddisfatti e sorpresi da questi risultati che non abbiamo quasi il coraggio di commentare» dice il presidente regionale dell’Associazione donatori organi Franco Biffoni, fornendo una chiave interpretativa nel livello di eccellenza raggiunto dal personale del Centro, nella generosità dei friulani, ma anche - va riconosciuto - nell’efficace opera di sensibilizzazione attuata sul territorio dall’associazione, che conta una novantina di sezioni.

Dopo il pionierismo dei donatori di sangue, capaci di affermarsi per il loro attivismo nel settore del volontariato, ora è l’Ado a fare scuola: oltre 60 mila gli associati a livello regionale, metà dei quali sul territorio provinciale. E i risultati, spiega il presidente provinciale Claudio Pittin, si vedono non solo nel numero dei trapianti realizzati dal Centro regionale di Udine, coordinato da Roberto Peressutti (nel primo semestre del 2011 ne sono stati effettuati 30 di rene, 13 di cuore e 20 di fegato), ma anche nel numero delle opposizioni avanzate dai familiari, scese da 7, nel 2010, a 4, nel 2011.

«Attualmente – spiega Pittin – vi sono diversi metodi per esprimere la volontà di donare i propri organi: ci si può rivolgere all’associazione e acquisire la tesserina o la donorcard, oppure si può predisporre una dichiarazione olografa. Si può comunque anche attestare la propria volontà, positiva o negativa, rivolgendosi alle Aziende ospedaliere, al proprio medico di base o alle Asl anche se, attraverso questa via, – aggiunge Pittin – nell’arco di un decennio in regione si sono raccolte non più di 3 mila dichiarazioni. Mi auguro – conclude Pittin – che gli sportelli presso gli uffici anagrafe nei municipi operino con maggiore efficacia, sebbene le difficoltà non sono poche, poichè è necessario garantire a chi ne usufruisce un confronto con una persona preparata e competente in una materia complessa».

A prescindere dalla manifestazione di volontà da parte del donatore, però, chiarisce ancora Biffoni (già direttore del Centro immunotrasfusionale dell’ospedale di Udine, ora in quiescenza e da due mesi alla presidenza dell’associazione regionale), «si asseconda sempre la volontà dei familiari, privilegiando la pietas».

«Va ricordato infatti – aggiunge Pittin – che si tratta comunque, del gesto di generosità più assoluta, poichè la donazione

di organi è, e rimane per legge, anonima».

Proprio per rendere un tributo a tale sentimento encomiabile, anche quest’anno, nel mese di ottobre, in prefettura saranno consegnati ai familiari dei donatori gli attestati in segno di riconoscenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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