Quotidiani locali

Udinese dona foto storica
per il museo di Carnera

Rino Tonelli conobbe il grande pugile a Sequals nell’aprile del 1945. Ieri l’incontro con la figlia del “gigante buono”, che ora vive a San Daniele.

UDINE. «Come back home. Sono tornata a casa». Lo dice una raggiante Giovanna Maria Carnera, 68 anni ben portati, che ieri mattina era a Udine per ricevere dalle mani del maresciallo capo di polizia, ora in pensione, Rino Tonelli, una fotografia gigante ben incorniciata che ritrae il padre Primo Carnera, campione dei pesi massimi e mito del pugilato friulano e mondiale, sul ring e sottobraccio a un’icona dell’epoca, la biondissima attrice Jean Harlow, simbolo sexy del cinema americano degli anni Trenta.

La consegna alla signora Carnera, secondogenita del “gigante buono” di Sequals, della foto-gigantografia racchiusa in una cornice e arricchita da un’immagine più piccola del pugile friulano con a fianco i due figli (il primogenito Umberto è scomparso prematuramente due anni fa), che ha fatto rievocare i ricordi di Rino Tonelli, allora giovane partigiano che incontrò il famoso pugile alla vigilia del 25 aprile 1945, è avvenuta in un clima di commozione e cordialità.

E mentre Tonelli rammentava con enfasi, allegria e lucidità i particolari di quell’incontro, verificatosi oltre 65 anni fa con Carnera a Sequals, parlando ai presenti, tra cui anche il sindaco della cittadina del Pordenonese, Enrico Odorico, la signora Giovanna Maria ha avuto modo di ringraziare per il graditissimo regalo e sottolineare che il suo è un vero e proprio ritorno in patria.

«Ho sempre desiderato tornare in Italia», racconta nel suo fluente italiano, condito dall’immancabile accento yankee. «Già da bambina con mio fratello e i miei genitori facevamo su e giù dagli Stati Uniti a Sequals. E ricordo che mio padre quando era agli ultimi mesi di vita decise di ritornare per morire in Italia. A casa nostra si parlava sempre italiano, con mio fratello e mia madre Giuseppina, impiegata alle poste e figlia di un ufficiale dell’esercito jugoslavo. Quando mio fratello Umberto è scomparso due anni fa, mi sono decisa al grande passo e da marzo vivo a San Daniele, anche se presto mi trasferirò a Sequals».

E l’incontro con Rino Tonelli com’è avvenuto?

«Sapevo che questa gentilissima persona aveva donato al Comune di Sequals la bella foto corredata dal suo ricordo nell’imminenza del giorno della Liberazione. E dal sindaco Odorico ho saputo che Tonelli mi voleva incontrare. Quindi ho organizzato la mia venuta a Udine, che è stata davvero davvero molto emozionante».

Laureata in psicologia, la signora Carnera ha conseguito il master nella famosa Ucla, l’università californiana di Los Angeles. «Mi occupavo del personale medico degli ospedali che aveva problemi di vario tipo: dalla depressione all’uso di droga. Ma l’esperienza più sconvolgente l’ho fatta l’11 settembre, con la tragedia dell’attentato alle Due Torri. Sono stata chiamata dalla Florida, a Tampa dove vivevo, per aiutare le persone traumatizzate. Una vicenda che mi ha lasciato il segno».

Madre di due figli (Carlo Umberto che l’ha accompagnata a marzo in Italia e Anna Maria, che l’ha resa nonna tre volte) la signora Carnera sarà coinvolta nell’ambizioso progetto del comune di Sequals: realizzare il museo Carnera nella villa di famiglia. Ha già donato molti cimeli del padre: dai pantaloncini indossati il giorno della conquista del titolo mondiale, al bastone e all’orologio. Cose che dal 2012 gli appassionati potranno ammirare. Forse assieme alla foto storica, ricordo del mondiale vinto da Carnera.

Trova Cinema

Tutti i cinema »

In edicola

Sfoglia Messaggero Veneto
su tutti i tuoi
schermi digitali. Il primo mese è gratis.

Abbonati Prima Pagina
ilmiolibro

Oltre 300 ebook da leggere gratis per una settimana