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Pordenonelegge
pronto alla “sfida”
con Mantova Letteratura

Pungolato dall’Espresso il curatore della Festa del lIbro Villalta  raccoglie il guanto. «Loro sono un punto di riferimento, noi siamo simpatici e... bravissimi.»

PORDENONE. Con numeri sempre piú imponenti - 217 incontri, 330 ospiti, 32 sedi - pordenonelegge.it, ai blocchi di partenza, è pronta a confermare il suo ruolo nel panorama nazionale dei festival dei libri. E a sfidare Mantova. Una sfida intellettuale, condotta anche con una certa leggerezza e sicuramente con lealtá. Ma pur sempre una sfida.

Nonostante il direttore artistico della kermesse Gianmario Villalta e i suoi collaboratori tendano a non attribuirle importanza, la polemica innescata dall’articolo pubblicato sull’ultimo numero del settimanale l’Espresso (che pone un po’ in contrapposizione i due eventi) ha avuto il suo peso, ieri mattina, soprattutto a margine della presentazione del festival, nella sede della camera di commercio, cuore operativo dell’organizzazione. «Mantova è Mantova – ha tagliato corto, pubblicamente, Villalta, sottintenendo il contesto storico-culturale e la lunga tradizione del festival - e poi ha il vantaggio di essere baricentrica. Ma noi siamo simpatici, intelligenti e bravissimi…» e qui, con ironia, ha chiuso ufficialmente l’affaire. Poco dopo ad alcuni giornalisti ha voluto precisare che pordenonelegge.it «non ha mai nemmeno pensato di contrapporsi a Mantova», ma che una certa concorrenza viene da sé, dal fatto che i due festival ormai sono l’uno a ridosso dell’altro e le case editrici difficilmente mandano i propri autori a entrambi gli eventi. «E noi, venendo dopo, siamo in svantaggio».

Anche la decisione di ampliare le giornate del festival – cinque, da mercoledí a domenica prossimi – non nasce dal “duello” a distanza con Mantova. In fondo si è trattato di una scelta obbligata. «Qualche anno fa, quando siamo stati coinvolti nell’ipotesi di possibili contributi da parte del Ministero della cultura, ci dissero che la condizione imprescindibile per essere considerati festival era la durata: almeno cinque giorni».

Intanto la città si è già vestita a festa di giallo e nero (i colori del festival) ed è pronta per l’inaugurazione di mercoledí, in programma al Teatro Verdi alle 18.30. Sarà Paolo Mieli a occuparsene, con una conversazione su I libri che hanno fatto l’Italia, indagine sui rapporti fra i grandi scrittori italiani e il nostro Risorgimento.

Tra i tanti ospiti, poi, Alessandro Baricco, vincitore del Premio Friuladria La storia in un romanzo con un reading del suo Questa Storia, legato ai temi della battaglia di Caporetto; le riflessioni sul nostro tempo di Eugenio Scalfari, Ernesto Franco, Enzo Golino; gli zoom sullo spettacolo, lo sport, il cinema, l’architettura, la “gastroletteratura”, gli incontri con Gene Gnocchi, Giuseppe Battiston, Ivan Cotroneo, Andrea Molaioli, Lina Wertmuller, Saverio Costanzo, Francesco Bianconi, Vittorio Gregotti, Enzo Mari, Dino Zoff, Arrigo Cipriani. E poi i grandi nomi del pensiero internazionale: il Nobel V.S. Naipaul, il filosofo Zygmunt Bauman, lo scienziato Niles Eldredge, il filosofo Giorgio Agamben, l’ecologista Carl Safina; le grandi autrici del nostro tempo come Alicia Gimenez-Bartlett, Clara Sanchez, Violeta Medina, Simonetta Agnello Hornby: le anteprime letterarie tra le quali gli italiani Antonio Scurati, Pietrangelo Buttafuoco, Margherita

Hack, Gianfelice Facchetti, Mario Tozzi, Valerio Rossi Albertini e il nuovo libro di Silvio Muccino e Carla Vangelista. E una sempre piú puntuale attenzione ai giovani e ai loro linguaggi, con premi, concorsi, focus. Tutti i dettagli su www.pordenonelegge.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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