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Apre Mieli con gli scrittori
che fecero l’Italia

Lo storico inaugura al Verdi. Stamane l’economista Loretta Napoleoni. Stasera Andrea Molesini.

PORDENONE. Oltre trecento ospiti in cinque giorni, e ventuno novità letterarie in anteprima alla 12ª edizione di pordenonelegge.it, la Festa del libro con gli autori che si apre oggi nel segno dei 150 anni dell’unità nazionale e in particolare dei Libri che hanno fatto l’Italia, tema al quale sarà dedicato l’intervento inaugurale dello storico, nonché giornalista di lungo corso Paolo Mieli (alle 18.30, Teatro Verdi). Un percorso attraverso i grandi scrittori italiani e il nostro Risorgimento, per mettere a fuoco i romanzi-chiave dell’Italia che si stava formando. «Prima di tutti quello più celebre – spiega Mieli –, I promessi sposi, pubblicato nel 1827, al quale Giuseppe Mazzini in una recensione di dieci anni più tardi rimproverò di non avere quella passione che si risolve in forza ed eroismo, semi di una possibile rivolta. Il contributo principale che Manzoni diede alla causa unitaria fu quello di investire sulla lingua italiana, missione a cui si sarebbe interamente dedicato negli anni successivi all’Unità presiedendo (1868) una commissione istituita dal ministro Emilio Broglio. E non è cosa da poco».

Un percorso importante del festival – diretto da Gian Mario Villalta, affiancato da Alberto Garlini e da Valentina Gasparte – è anche quest’anno dedicato ai temi del lavoro, dell’economia e della riflessione geopolitica: lo inaugura oggi (alle 12, palazzo Montereale Mantica) Loretta Napoleoni, che presenterà il suo nuovo saggio, Il contagio, dedicato all’ondata planetaria di rivendicazione libertaria dal Nord Africa al Medio Oriente, fenomeno che «torna come un boomerang a colpire il nostro sistema malato».

Fra gli eventi del festival, la rinnovata collaborazione con il premio Campiello: il neo-vincitore 2011, Andrea Molesini, autore del romanzo Non tutti i bastardi sono di Vienna, sarà protagonista (stasera alle 21, convento di San Francesco) di una serata in suo onore. Molesini sarà anche impegnato, sabato (alle 18.30, Ridotto del Teatro Verdi) nella conversazione Storia e racconto. Inoltre, domani (alle 10, Convento di San Francesco), spazio al Campiello Giovani con i cinque finalisti della XVI edizione, Mattia Conti (il vincitore), Martina Evangelisti, Stefano Pietrosanti, Luzia Ribeiro Da Costa, Martina Zago e Viola di Grado, vincitrice del Campiello Opera Prima 2011. Presenta la scrittrice Federica Manzon, seconda, dopo Molesini, al Campiello maggiore.

Parte oggi anche il percorso Storie di Sport, con l’incontro La boxe a Pordenone. 70 anni di storia e di passione, protagonista il pugile Patrizio Oliva con Luciano Bomben e Giuseppe Grifoni (alle 17, Biblioteca Civica). Al festival, oggi, pure l’omaggio

ad Andrea Zanzotto e ai suoi scritti sul cinema: in collaborazione con Cinemazero l’incontro con Luciano De Giusti (alle 17, Camera di Commercio) e alle 21, a palazzo Montereale Mantina, Le dieci parole, introduzione al Decalogo, a cura di Renato De Zan introdotto da Giampiero Comolli.

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