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Comuni contro la manovra, Anci divisa
Diversi sindaci si chiamano fuori 

Dopo lo stop di Fontanini (Ln) anche Gottardo (Pdl) e diversi sindaci dicono no alla protesta. Serracchiani (Pd): iniziativa giusta.

UDINE. Si spacca il fronte dell’Anci Fvg sulla Finanziaria. Non tutti i comuni della regione parteciperanno, difatti, alla odierna mobilitazione nazionale contro la manovra economica. Una scelta che trascende il colore politico. Ci sono infatti amministratori di centrodestra che aderiscono alle iniziative dell’Anci, (come Forgaria, Spilimbergo, Maniago )e altri che invece si chiamano fuori, come Tarvisio, Sacile e Gorizia (unico comune dell’isontino a fare questa scelta). Variano le modalità della protesta. I comuni di Cervignano e Udine, ad esempio, hanno optato per un’iniziativa simbolica di protesta. Basiliano (di centro, con qualche elemento di sinistra) non parteciperà invece alla mobilitazione. Anci. Stamattina una delegazione dell’Anci Fvg, guidata dal presidente Mario Pezzetta, incontrerà il Prefetto di Trieste, al quale illustrerà lo stato di disagio degli enti locali.

«Oltre a ribadire la nostra contrarietà ai tagli – ha detto Pezzetta – lavoreremo insieme alla Regione per evitare che le norme nazionali siano applicate tali e quali ai comuni del Friuli Venezia Giulia, dove invece si stanno concertando nuovi assetti istituzionali e organizzativi per servizi più efficienti e meno costosi, liberando così risorse per lo sviluppo del territorio». Il vicepresidente dell’Anci e sindaco di Prata di Pordenone Nerio Belfanti si è dichiarato invece contrario alla consegna delle deleghe e pertanto non aderirà come comune all’iniziativa. Lega Nord. In linea con il segretario regionale del Carroccio Pietro Fontanini, che li aveva invitati a dissociarsi dalla protesta, sette sindaci della Lega Nord (Azzano Decimo, Brugnera, Cavasso Nuovo, Porcia, Mereto di Tomba, Chiusaforte, Palazzolo dello Stella) e i due i vicini al movimento (Lestizza e Marano Lagunare). Dolegna del Collio, invece è un caso a sé: come amministrazione comunale parteciperà alla protesta dell’Anci ma il suo sindaco, Diego Bernardis, tesserato alla Lega Nord, no. La polemica. Contro Fontanini si è levata invece la voce del parlamentare del Pd Ivano Strizzolo, che l’ha definito un «pretoriano in difesa delle scelte scellerate del “dream team” Berlusconi-Bossi-Tremonti, che colpiscono duramente il sistema delle autonomie locali».

Strizzolo ha aggiunto che, peraltro, «le ricadute negative della manovra ci sono anche in Fvg, nonostante la specialità della Regione». «Fontanini sbaglia» anche per il capogruppo del Pd in consiglio regionale Gianfranco Moretton perché «improntando la sua azione a protezione della bandiera leghista, cerca di mettere il bavaglio ai sindaci della nostra regione». Centrodestra. Per il coordinatore regionale del Pdl Gottardo la protesta dei sindaci del Fvg è incomprensibile. «In Fvg la competenza primaria in materia dei trasferimenti ai Comuni è della Regione e la manovra ribadisce in modo puntuale ed esplicito la salvaguardia della nostra autonomia, incluso il patto di stabilità – ha osservato Gottardo –. È nel rapporto con la Regione e non con lo Stato che i sindaci del Fvg sono chiamati a confrontarsi. La giunta regionale, oltretutto, non ha tagliato risorse, anzi le ha rimpinguate , rispetto a quei decimi un tempo pattuiti». Per Gottardo i sindaci farebbero meglio a solidarizzare « con il Governo che finalmente impone regole di corretta amministrazione», piuttosto che con i comuni che hanno contribuito al debito pubblico. Una posizione condivisa dal sindaco di Gorizia Ettore Romoli: «la nostra regione, a Statuto speciale, ha problemi diversi rispetto al resto d’Italia e non può dunque limitarsi a scimmiottare quello che fanno gli altri sindaci. Invece di protestare è opportuno trovare soluzioni per uscire dalla crisi».

«L’Anci Fvg fa bene a partecipare – ha commentato il sindaco di Tarvisio Renato Carlantoni – all’evento nazionale ma noi non riteniamo utile aderire. Chiudere gli uffici significherebbe danneggiare i cittadini». Centrosinistra. Di tutt’altro avviso l’europarlamentare e segretaria regionale del Pd Debora Serracchiani, che considera invece lo sciopero dell’Anci «giusto e condivisibile». «Non si è mai visto – ha dichiarato Serracchiani – un governo così esplicitamente nemico degli enti locali. Non solo si è messo contro intere categorie sociali ma è riuscito nell’impresa di far mobilitare contro di sé

addirittura l’Associazione nazionale dei comuni. I tagli che stanno per piombare addosso ai comuni e quindi ai cittadini sono frutto di scelte ben precise del Governo, che non si è confrontato con nessuno e ha deciso di risparmiare qualcuno e colpire altri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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