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Hack: l’Italia punisce la ricerca

Allarme dell’astrofisica durante il dibattito con Honsell nella “Notte” udinese dedicata ai protagonisti dell’ateneo

Essere ricercatori in Italia è scoraggiante perché manca la prospettiva». Questo l'allarme lanciato da Margherita Hack durante il ring scientifico “H&H: vite stellari”, anteprima della Notte dei ricercatori che ha visto ieri l’astrofisica “duettare” con il sindaco Furio Honsell.

«La fuga dei cervelli è una realtà tangibile - ha aggiunto Hack - e determina la regressione del nostro Paese». In video collegamento da Piacenza, dove partecipava al Festival del diritto («E oggi in Italia c'è bisogno di tanto diritto», ha rimarcato l’astrofisica), Hack non ha lesinato stoccate a 360 gradi. Come quando l'intervistatore Federico Taddia (giornalista e voce di Radio 24) le ha chiesto un’opinione circa la presenza di sponsor privati nella ricerca delle università. «Innanzitutto dovrebbe essere lasciato più spazio alla ricerca nelle industrie - ha premesso Hack -, poi gli sponsor privati possono anche andare bene, purché non tolgano ai ricercatori la libertà di sperimentare. Anche se in Italia la libertà è ostacolata dal Vaticano. Quando si parla di ricerca non biologica va tutto bene: oggi il Vaticano non si sognerebbe mai di dire che il sole gira intorno alla Terra, diverso è quando al centro delle indagini è proprio la biologia. L'influenza che il Vaticano ha sul nostro governo non ha pari, è perfino più succube della Democrazia cristiana: hanno varato una legge vergognosa che è la legge 40 che nega, fra le altre cose, la ricerca sulle cellule staminali embrionali».

I finanziamenti alla scuola e alla ricerca sono entrati in modo prepotente nella conversazione. «I tagli alla scuola sono un crimine contro l’umanità» ha esclamato Honsell. «E contro quella più debole - ha aggiunto Hack - perché hanno tolto gli insegnanti di sostegno ai bimbi più indifesi». E circa la fuga dei cervelli che si sta verificando in questi anni: «Le nostre università formano ragazzi che lavoreranno all’estero - ha detto Hack -, arricchendo quindi gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna. E questo è puro masochismo perché spendiamo per formarli, ma non ne otteniamo i benefici».

Con i rischi connessi alla caduta del vecchio satellite Uars della Nasa, la stretta attualità ha fatto capolino sul "ring". «Certamente la caduta del satellite sulla Terra e in particolare sul Nord Italia, non avrà conseguenze - ha detto Honsell -, però mi infastidisce pensare che ci sia stato qualcuno che si è preso la libertà di inquinare lo spazio senza pensare alle conseguenze. Spero che l'intera vicenda possa servire da lezione per il futuro: dobbiamo pensare che tutte le nostre azioni avranno conseguenze sulle generazioni future. È una questione etica a la ricerca è fatta

anche di etica». E sulla recentissima scoperta del Cern che rovescerebbe le tesi di Einstein, dimostrando che i neutrini possono viaggiare più veloci della luce, Hack ha osservato: «E’ la prima volta che una teoria della relatività deve ancora essere verificata».

Michela Zanutto

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