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centro affollato

La scienza dà spettacolo stand presi d’assalto

Taglio del nastro ieri in piazza Libertà per la prima Notte dei ricercatori a Udine, nella speranza «che l'alba porti con sé un futuro migliore che poggi saldamente sulla ricerca e sulla conoscenza»,...

Taglio del nastro ieri in piazza Libertà per la prima Notte dei ricercatori a Udine, nella speranza «che l'alba porti con sé un futuro migliore che poggi saldamente sulla ricerca e sulla conoscenza», ha auspicato il rettore Cristiana Compagno. Moltissimi hanno voluto conoscere e vedere da vicino all'opera i ricercatori dell'ateneo, impegnati a mostrare i risultati delle loro fatiche quotidiane nei 20 stand lungo il centro storico. «La ricerca è soprattutto investire sul capitale umano - ha osservato l'assessore regionale all'istruzione, Roberto Molinaro - e in Friuli Venezia Giulia questo lo vediamo ogni giorno, anche grazie ai tanti giovani che nonostante le difficoltà di una carriera da precari decidono di scommettere sul futuro di tutti». Per l’inaigurazione della prima Notte transfrontaliera d'Europa, sul palco assieme a Renata Kodilja, organizzatrice della manifestazione e al sindaco Furio Honsell, c'era il direttore di Friuli Innovazione, Fabio Feruglio: «La speranza è che questa sera i ricercatori riescano a trasmetterci la loro curiosità come dono prezioso affinché da domani si guardi di più alla ricerca come opportunità». Un saluto «agli amici della scienza e a tutti quelli che lo diventeranno» è arrivato da Mladen Franko, prorettore dell'università di Nova Gorica, partner nell’iniziativa.

E Udine è stata poi invasa da un pubblico di curiosi di tutte le età che ha preso d'assalto gli stand. Tutti in fila davanti all'area dedicata alle cellule staminali e alla medicina rigenerativa. Qui i ricercatori invitavano i presenti a diventare protagonisti di esperimenti e osservazioni al microscopio. E molti curiosi si sono prestati a diventare cavie per il laboratorio “Cube gress”, allestito nel cortile di palazzo Morpurgo: uno spazio concepito per lo studio dell'evacuazione delle persone in ambienti confinati, i cui risultati saranno utilizzati per la valutazione dei sistemi d'esodo degli edifici. Gli spettatori sono stati

fatti diventare parte attiva in diverse simulazioni, anche con l'uso di telecamere apposite che ne hanno registrato i movimenti, indicazioni utili per fornire supporto alla progettazione e distribuzione dei percorsi d'esodo o alla gestione dei flussi delle persone. (m.z.)

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