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Udine, riscatto giovanile
nella Notte dei ricercatori

Dall’iniziativa promossa dall’ateneo una risposta dopo le critiche per Friuli Doc. I progetti premiati alla Start Cup riguardano sicurezza sul lavoro e fotovoltaico.

UDINE. Tutti hanno protestato perché la settimana scorsa tanti ragazzi erano ubriachi a Friuli Doc. Invece durante la Notte dei ricercatori abbiamo mostrato un'altra faccia dei nostri giovani, quella dinamica, attiva e propositiva». Così Manuela Croatto, fondatrice della business plan competition Start Cup e responsabile delle relazioni esterne per l'ateneo friulano, il giorno dopo il battesimo di Udine fra le città europee che portano in piazza i risultati della ricerca. Centinaia i visitatori che hanno affollato, venerdì, i 20 stand nelle strade e nelle piazze del centro, tutti accorsi per non perdere un'occasione irripetibile: conoscere da vicino la ricerca e chi ogni giorno si impegna per farla al meglio.

Fra questi anche i cinque vincitori della finale regionale della Start Cup 2011: primo e secondo posto sono stati assegnati ai progetti della Sissa di Trieste (ParkScreen e Allergenius), il terzo è andato all'ateneo giuliano con FCube, mentre subito dopo si sono piazzati i business plan Made in Friuli. Quarto classificato il progetto Chianguard, un sistema di sicurezza per motoseghe e altri utensili manuali con parti taglienti, che consente di ridurre gli incidenti analizzando in tempo reale i movimenti dello strumento sul quale è installato e bloccando istantaneamente le parti taglienti in movimento. Se la motosega sfugge di mano all'operatore e cade oppure se subisce un contraccolpo a contatto con qualcosa che resiste al taglio, il sistema Chainguard blocca immediatamente il funzionamento. Il costo di Chainguard è estremamente contenuto ed è già stato brevettato dal gruppo di lavoro composto da Sara Battiston, Franco Blanchini, Sirio Cividino, Rino Gubiani, Rosario Lombardo e Gianfranco Pergher.

Quinto classificato invece il progetto Biomimetic solar tracker. Si tratta di un meccanismo in grado di correggere la posizione dei pannelli fotovoltaici sfruttando l'energia generata dalla dilatazione termica di alcune parti della struttura così da orientare i pannelli nelle migliore esposizione al sole. La novità più significativa rispetto a sistemi simili è che non richiede fonti artificiali di energia per funzionare, ma sfrutta la dilatazione termica dei materiali. Costa quindi meno rispetto ai sistemi tradizionali corredati da sistemi di movimentazione che richiedono anche cicliche manutenzioni. E un

prototipo del progetto, su invito di Manuela Croatto, potrebbe essere già installato sulla pensilina Saf di via delle Scienze cosicché possa essere illuminata anche di sera. Il gruppo di lavoro è composto da Bruno Carvalho, Francesco Chinellato, Fabio Fulchir, Alberto Pratelli e Mario Tell.

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